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dall'8 al 27 gennaio
LA FABBRICA DELL'ATTORE
L'AMORE MIO NON PUO'
di Lia Levi
adattamento e regia Manuela Kustermann
con Manuela Kustermann
Scene di Haru Manuchi



Repliche serali dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 17.00
Prezzi: 20,00 euro intero 15,00 euro ridotto di legge, studenti, di cral e di nostri convenzionati, 12,00 euro per gruppi di 10 persone.
Lo spettacolo ha una durata di un’ora e trenta.
Orario Matinée: ore 10.30, pomeridiane infrasettimanali su richiesta.
Prezzi matinée: 8,00 euro per studenti, 12 euro compreso il trasporto pulmann + omaggio a professore. Su richiesa presentazione dello spettacolo con l’autrice Lia Levi .
Per ogni informazione e prenotazione Cristina Ufficio Promozione scuole Teatro Vascello 06 5881021 – 065898031 - cell 3405319449 - fax 06 5816623, promozione@teatrovascello.it


PER NON DIMENTICARE 1938-2008
70 ANNI DALLA PROMULGAZIONE DELLE LEGGI RAZZIALI
"L’amore mio non può" è un verso di Ma l'amore no, la canzone italiana di maggior successo nella primavera - estate del 1943. Tratta da un film con Alida Valli, accompagnò per radio gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale.
1939, Un uomo vola giù dal muraglione del Pincio a Roma. Non ha retto lo shock di aver perduto il lavoro a causa delle leggi razziali. Ha lasciato un biglietto dove chiede alla giovane moglie di pensare lei a salvare la loro bambina.
Salvarla sì, ma come?
Da questo antefatto prende le mosse il monologo di Elisa, la moglie che, rimasta sola, è costretta a cercare di cavarsela in mezzo a difficoltà di ogni genere mentre sempre di più incombono le vicende della guerra fino all’invasione nazista dell’Italia.
Di esperienza in esperienza, di vicissitudine in vicissitudine Elisa, benché diplomata maestra, si trova a dover accettare il lavoro di donna di servizio in una famiglia di ricchi borghesi ebrei cui le leggi razziali proibiscono di tenere domestici “ariani”. Ma la comune appartenenza religiosa e la comunanza di destino non la preserveranno da una serie di umiliazioni per cui si troverà a rivestire nient’altro che il ruolo della serva.
Sarà però da questa condizione di umiliata che il destino, quel tragico giorno della deportazione degli ebrei di Roma, tirerà fuori dal suo sacco la salvezza per Elisa e la sua bambina.
Tratto dall’omonimo libro di Lia Levi , il “ricordare” di Elisa ripercorre le tappe di una delle tante storie personali all’ombra della Storia.
Una piccola storia, vista attraverso l’occhio di una donna, che alterna ai tragici avvenimenti, squarci di vita dell’epoca fatti anche di cinema, canzoni, amicizie e amori.