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Home > Produzioni 2009/2010 La Fabbrica dell'Attore
PRODUZIONI TEATRO VASCELLO - LA FABBRICA DELL'ATTORE
in distribuzione per la stagione 2009/2010
- IL DESIDERIO DI CONOSCERE
- L'AMORE MIO NON PUO'
- DIALOGHI CON LEUCO'
- MARX A...
- PUGNI DI ZOLFO
- SEMPRE COSI' CARINE
Per maggiori informazioni e per l’invio della scheda tecnica, del DVD dello spettacolo e della rassegna stampa completa contattare il Teatro ai numeri 065898031-065881021 oppure via email promozione@teatrovascello.it
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IL DESIDERIO DI CONOSCERE
(The Longing to Understand)
by Jane Cox, 2001
Traduzione: Andrea Grignolio
Regia:Graziano Piazza
Assistente alla regia: Silvia Vecchini
Immagini e video :Andrea Grignolio
Costumi:Ottavia Virzì
Attrice:Francesca Fava
Produzione : La fabbrica dell'attore
"The Longing to Understand" è un monologo sulla vita di Barbara McClintock, la genetista americana che dallo studio sulle piante del mais scoprì “i transposoni”, elementi genetici detti anche “ jumping genes”, per i quali ricevette il Premio Nobel all'età di 81 anni.
Questa figura di donna è particolarmente significativa non solo perchè si tratta di una delle maggiori scienziate del ventesimo secolo, ma anche perchè la sua biografia mette in evidenza tutti gli ostacoli e i pregiudizi che Barbara McClintock, come scienziata, ha dovuto superare per imporsi nella società patriarcale del suo tempo.
“Il desiderio di conoscere” è anche il desiderio di superare i ruoli predefiniti e le aspettatative che la società attribuisce al genere femminile, dalle pressioni familiari di diventare, come avrebbe desiderato la madre di Barbara, una “un'amabile figlia, una moglie amabile e infine una madre amabile”, alle costrizioni istuzionali che educano le donne ad assoggiattarsi o peggio segregarsi professionalmente in “ruoli femminili”, sopratutto nei sottori scientifici, nei laboratori, nelle università, nei centri di ricerca.
Desiderio di conoscere è brama di sapere, di andare oltre, “ di farsi delle domande e divertirsi nel trovare le risposte”, è talento e metodo, è una vita spesa per la ricerca.
Lo spettacolo
“The longing to Understand” ha debuttato al Teatro dell' Iowa State University nel Settembre del 2001, diretto e interpretato da Jane Cox. In seguito viene rappresentato in più di venti stati americani.
In Italia è alla sua prima rappresentazione, in forma di Mise en Espace, prodotta e patrocinata dall'Università degli Studi Alma Mater Studiorum di Bologna in collaborazione con “La Fabbrica dell'attore”, Teatro Vascello, Roma.
Jane Cox- drammaturga
Jane Cox si laurea alla Iowa State University, dove insegna da più di venti anni. E' professore ordinario e direttore di scena del Teatro dell' Iowa State Universtity Theatre. Ha partecipato ad oltre duecento produzioni come attrice, scenografa o regista e dirige diversi corsi corsi di teatro per bambini, ragazzi e adulti.
Ha ricevuto dal Collegio docenti un premio per “l'Artistic Creativity Award”, ( College of Liberal Arts and Sciences Excellence) e diversi riconoscimenti , tra i quali dal Governatore Terry E. Branstad.
Il suo monologo è stato proposto in oltre venti stati in America, tra cui al Kennedy Center e alla Smithsonian.
Graziano Piazza- Regista
Graziano Piazza ha lavorato con Luca Ronconi, Peter Stein, Federico Tiezzi, Piero Maccarinelli, Giancarlo Nanni e molti tra i maggiori registi italiani ed europei.
Come regista ha interpretato e auto diretto il monologo “ Schifo “ di Robert Schneider in diversi teatri italiani.
Francesca Fava - Attrice
Nel 1997 si diploma alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. In seguito lavora in cinema, teatro e televisione con diversi registi, tra cui Luca Ronconi, Pupi Avati, Alessandro D'Alatri, Sergio Rubini, Luca Barbareschi, Giancarlo Nanni.
Andrea Grignolio- Traduttore e Consulente Scientifico
Laureato in filosofia all' Università “ La Sapienza” di Roma, ha svolto il dottorato in Storia della Scienza all' Università di Bari e a Parigi presso l'Ecole Normale Superieure e il post-dottorato alla Boston University.
Ha collaborato come consulente scientifico e presentatore a Radio Tre Scienza e a Rai Tre nel programma “ Gargantuà”. Ha tradotto il testo “ Marx a Roma”, al suo quinto anno di ripresa.

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L’AMORE MIO NON PUÒ
dal romanzo omonimo di LIA LEVI
Adattamento e regia di MANUELA KUSTERMANN
Scene e costumi di Haru Manuchi
1939. Un uomo vola giù dal muraglione del Pincio a Roma. Non ha retto lo shock di aver perduto il lavoro a causa delle leggi razziali. Ha lasciato un biglietto dove chiede alla giovane moglie di pensare lei a salvare la loro bambina.
Salvarla sì, ma come?
Da questo antefatto prende le mosse il monologo di Elisa, la moglie che, rimasta sola, è costretta a cercare di cavarsela in mezzo a difficoltà di ogni genere mentre sempre di più incombono le vicende della guerra fino all’invasione nazista dell’Italia.
Di esperienza in esperienza, di vicissitudine in vicissitudine Elisa, benché diplomata maestra, si trova a dover accettare il lavoro di donna di servizio in una famiglia di ricchi borghesi ebrei cui le leggi razziali proibiscono di tenere domestici “ariani”. Ma la comune appartenenza religiosa e la comunanza di destino non la preserveranno da una serie di umiliazioni per cui si troverà a rivestire nient’altro che il ruolo della serva.
Sarà però da questa condizione di umiliata che il destino, quel tragico 16 ottobre del 1943 giorno della deportazione degli ebrei di Roma, tirerà fuori dal suo sacco la salvezza per Elisa e la sua bambina.
Tratto dall’omonimo romanzo di LIA LEVI, il “ricordare” di Elisa ripercorre le tappe di una delle tante storie personali all’ombra della Storia.
Una piccola storia, vista attraverso l’occhio di una donna, che alterna ai tragici avvenimenti, squarci di vita dell’epoca fatti anche di cinema, canzoni, amicizie e amori.

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DIALOGHI CON LEUCÒ
di Cesare Pavese
progetto a cura di
MANUELA KUSTERMANN e GIANCARLO NANNI
con
GAIA BENASSI - SARA BORSARELLI - ALBERTO CARAMEL - MANUELA KUSTERMANN- GRAZIANO PIAZZA
costumi Manuela Kustermann
sculture Graziano Piazza
musica u-mix.org
disegno luci Valerio Geroldi
macchinista costruttore Danilo Rosati
assistente alla regia Silvia Vecchini
sartoria Farani

«[…] Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva. Ha smesso per un momento di credere che i suoi totem e tabù, i suoi selvaggi, gli spiriti della vegetazione, l'assassinio rituale, la sfera mitica e il culto dei morti fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po' straccamente e ci sbadigliano un sorriso».
Cesare Pavese, dalla prefazione alla prima edizione di Dialoghi con Leucò, 1947
Il 9 settembre del 1908 a Santo Stefano Belbo, nelle Langhe, nasceva Cesare Pavese. Oggi, a più di cento anni dalla sua nascita, il Teatro Vascello rende omaggio al grande scrittore piemontese con“Dialoghi con Leucò”, il nuovo spettacolo della compagnia La Fabbrica dell’Attore a cura di Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni. Una celebrazione della figura di Cesare Pavese attraverso i “Dialoghi con Leucò”, opera lungamente maturata e pubblicata nel 1947, che Pavese stesso riteneva la sua più importante e duratura e in cui attuò un tentativo di ricerca, o meglio di riscoperta, di quel sostrato culturale comune, irrinunciabile e costitutivo che è il mito. L’isola (Calipso Odisseo); I ciechi (Tiresia Edipo); Schiuma d’onda (Saffo Britomarti); Il fiore (Eros Tànatos); La vigna (Leucotea Ariadne); L’inconsolabile ( Orfeo Bacca) e Il mistero (Dioniso Demetra): questi i dialoghi, tra i ventisette che compongono l’opera, affrontati nello spettacolo. In scena Gaia Benassi, Sara Borsarelli, Alberto Caramel, Manuela Kustermann e Graziano Piazza, chiamati a illuminare dilemmi che sono in pari tempo privati, esistenziali e collettivi. Attraverso l'incontro di due personaggi, siano essi dèi o semplici mortali, i “Dialoghi con Leucò” presentano di volta in volta l'amore, l'amicizia, il dolore, il ricordo, il rimpianto, la fragilità, la morte e il destino, cioè l’intrinseca essenza di ogni individuo resa manifesta dal discorso stesso nella sua nuda purezza. È infatti attraverso il solo linguaggio che questi personaggi vengono costruiti, si mostrano e si svelano nel pieno della loro concretezza, della loro intensa umanità.
Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel febbraio 2009, ottenendo un buon successo di critica e di pubblico, coinvolgendo anche gli spettatori più giovani. Lo spettacolo è adatto come proposta per le scuole medie superiori.
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“POTETE SPARGERE LA VOCE: MARX E’TORNATO!”
il grande filosofo, accompagnato dalla fedele moglie Jenny, sarà al teatro … per spiegare le sue ragioni e confrontarsi con il pubblico!
Giancarlo Nanni, sempre pronto a cogliere le situazioni più intelligenti e curiose ha messo in scena questo divertente testo del grande storico americano Howard Zinn, in una forma antiteatrale che ricorda il periodo parigino di Marx, quando artisti, intellettuali, politici, borghesi e operai, si incontravano nei bar per confrontarsi, bere e divertirsi. La forma dialogante con il pubblico permette di creare un clima in cui Karl e Jenny Marx sono presenti non come personaggi ma come esseri umani.
TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE
presenta
MARX a…
da Marx a Soho di Howard Zinn
traduzione e adattamento Andrea Grignolio
con:
Graziano Piazza Karl Marx
Francesca Fava Jenny Marx
regia Giancarlo Nanni
“Potete spargere la voce: Marx è tornato! Per poco tempo.” Inviato per errore a New York, invece che nel quartiere di Londra dove aveva vissuto, Karl Marx torna in terra per spiegare le sue ragioni. È malinconico e sarcastico, portato al ricordo e disincantato commentatore dei trionfi del capitalismo contemporaneo. È tornato soprattutto per porre una domanda: perché mai da più di un secolo tutti sentono il bisogno di ripetere che le sue idee sono morte?” Howard Zinn riesce, in questa pièce all’apparenza stravagante, a unire un’attenta conoscenza della biografia di Marx a una brillante vena polemica. Il suo intento, scrive nella presentazione, non è solo quello di illuminare “il suo tempo e il posto che Marx vi occupava, ma il nostro tempo e il posto che vi occupiamo noi”. Gli ideali socialisti sono spiegati molto razionalmente, ma la critica all’America è feroce perchè è Zinn che parla attraverso Marx.

Karl Marx: Filosofo tedesco nato a Treviri nel 1818 in un’agiata e colta famiglia, figlio di un avvocato ebreo convertito al protestantesimo. Nel 1841 si laurea a Berlino con una tesi su Epicuro. Nel 1843 sposa l’amica d’infanzia Jenny von Westphalen di nobile famiglia prussiana, che sarà la sua fedele e sodale compagna di tutta la vita. Nel 1844 a Parigi incontra Engels che diventerà il suo amico più caro. Espulso dalla Germania e dalla Francia, nel 1849 si trasferisce con la famiglia a Londra nel popolare quartiere di Soho, dove vive in condizioni molto difficili. Potrà sopravvivere grazie all’aiuto finanziario di Engels. Muore il 2 dicembre 1881 ed è sepolto nel cimitero di Highgate insieme alla moglie.
Howard Zinn storico statunitense nato nel 1922. Laureato alla Columbia University è professore emerito di storia alla Boston University. E’ stato visiting professor alle università di Parigi e Bologna. Icona della sinistra americana, amico di Noam Chomsky, teorico della controinformazione e attivo nei movimenti per i diritti civili, è autore della fondamentale “A people’s History of the United States” pubblicata anche in Italia dal Saggiatore, in cui la storia degli US viene raccontata dalla parte degli indiani, dei neri, dei Latinos ecc
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PUGNI DI ZOLFO
storia di un caruso
Scritto, diretto e interpretato da Maurizio Lombardi
Vincenzo Barrisi un pugile nel suo spogliatoio, ha appena finito un incontro duro, troppo duro, contro un americano, forte, coriaceo e grande incassatore. Ha perso, ha perso male.
Nel silenzio fischietta una canzone, la ninna nanna di sua madre e ricorda, ritorna a quando era bambino, la sua terra la Sicilia, il suo paese un pugno di terra strappato al sole. Sua nonna , seduta sotto la veranda con lo sguardo lontano fisso verso le miniere di zolfo; la sua fuga da picciriddu, aiutato dalla mamma per salvarlo dalla discesa dell’inferno della zolfara, dove i carusi, bambini di sette otto anni, si spezzavano la schiena per portare in superficie lo zolfo, la nuova ricchezza della Sicilia. Una discesa in un budello di terra fatto di sangue e fatica, due bambini che sognano il mare, le acciughe, l’amore che non hanno mai vissuto.

Uno spettacolo che usa quale strumento narrativo il corpo e dove la parola diventa vera, sanguigna, viscerale. La scena, scarna, minimale, viene riempita dall’ attore che interpreta più personaggi grazie ad un attento studio corporeo che porterà lo spettatore in un viaggio all’interno della tragica vicenda delle zolfatare siciliane di fine ottocento. Proprio da quelle storie nasce l’esigenza di Maurizio Lombardi di raccontare e riportare alla memoria abusi e sfruttamenti di quei bambini( i “carusi”, come venivano chiamati in dialetto), meri strumenti di lavoro, offrendo la possibilità di riflessione e denuncia che tali episodi nel mondo sono ancora attualmente perpetrati. “Pugni di zolfo” è semplicemente una storia, una fiaba che porta dentro di se la rabbia di un infanzia negata.
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SEMPRE COSI' CARINE
di Claire Dowie (traduzione di Sabrina Venezia)
con Sabrina Venezia e Alessandra Roca
regia di Giancarlo Nanni
scene e costumi Chiara Paramatti
Claire Dowie è sicuramente una delle figure più divertenti e anticonformiste del teatro inglese contemporaneo. Drammaturga, attrice e poetessa, vive e lavora a Londra. Lesbica dichiarata, sposata con un regista gay e madre di due figli, ha inventato quello che e’ stato definito “stand-up theatre” e cioè “teatro cabaret”.
Sempre Così Carine è una commedia che scava a fondo nella vita di due donne, A e B, che sono cresciute insieme, si sono amate e ora si incontrano nuovamente in occasione del funerale della madre di B. Inevitabilmente riemergono i ricordi d’infanzia, delle prime esperienze sessuali ma anche i motivi per cui si erano lasciate e l’incontro sfocia in una lite violenta. Momenti di intimità si alternano ad altri di rabbia e rancore. Rifiutando di accettare risposte ovvie si svelano i tabù che riguardano la bellezza, la carriera e la maternità, le regole imposte dalla società, il “politicamente corretto”, sesso e amore, sia esso sorellanza o passione.
Due donne che si confrontano fra di loro e qualche volta sentono anche l’esigenza di rivolgersi direttamente al pubblico, desiderose di amore - qualsiasi esso sia si spogliano dei loro abiti e si mettono completamente a nudo di fronte a noi senza “quarta parete”.
Nico Garrone su Repubblica ha scritto: “Amore e rabbia, rabbia e amore shakerati con cubetti di ghiaccio e una scorza di agro umorismo inglese”

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