dall'8 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 teatro Compagnia RezzaMastrella - Teatri 91 Fondazione TPE
FLAVIA MASTRELLA e ANTONIO REZZA in 7 14 21 28 con Antonio Rezza
Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore
regia Flavia Mastrella e Antonio Rezza
Ascolta l'intervista di RadioSapienza sullo spettacolovai >
Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
PER GRAVI MOTIVI DI LUTTO LO SPETTACOLO DEBUTTERA’ SABATO 9 GENNAIO ORE 17,00
dal 9 gennaio al 7 febbraio 2010 - Il Vascello dei Piccoli TSI La Fabbrica dell'Attore BELLA E LA BESTIA Traduzione, adattamento e regia Maurizio Lombardi
Con i giovani attori della compagnia TSI La Fabbrica dell’Attore
Regia: Maurizio Lombardi
Con Jenny Aiello, Maria Costanza Barberio, Marta Betti,
Isabella Carle, Claudio Corona, Manuela Di Domenico,
Daniele Facciolo, Alice Ferranti, Lorenzo Furno,Giorgia
Loddi, Maurizio Lombardi, Giulia Odori, Isabella Rotolo.
Disegni e illustrazioni: Thomas Liera
Costumi: Francesca Linchi
Canzoni: Maurizio Lombardi, Isabella Carle, Claudio Corona
Musiche: Claudio Corona
Disegno luci: Valerio Geroldi
Aiuto regia: Maria Bighinati
La storia, ispirata alla fiaba originale del 1743 di Marie Leprince Beaumont, racconta l'amore di una creatura, trasformato in metà uomo e metà Bestia da un potente incantesimo, per una bellissima ragazza.
Bella, questo è il suo nome, entrerà nel castello della Bestia sacrificandosi al posto di suo padre, condannato a morte dall'orrendo mostro per aver tagliato la rosa più bella del giardino del palazzo.
Ma quando la Bestia vedrà la ragazza, scoppierà nel suo cuore un amore immenso, che si trasformerà in dolore per l'impossibilità di averla. Bella, a causa dell’enorme bruttezza della Bestia, non riuscirà ad andare oltre il semplice affetto; ma l'amore, si sa, va oltre l'aspetto delle cose, e porta con sé una forza misteriosa che cambierà le sorti della storia contro tutto e tutti.
La letteratura, il cinema, il teatro si sono serviti da sempre di questo tema per parlarci di come la diversità tra gli esseri viventi sia la ricchezza e la forza della vita, e ci dicono che se solo avessimo più coraggio scopriremmo che, oltre l'ovvio delle cose, c'è un mondo fantastico e pieno di sorprese... magari anche una Bestia tremenda innamorata delle sue rose.
Il testo originale è stato volutamente reinterpretato non solo per agevolarne la trasposizione scenica, ma anche perché l'origine della storia si perde nell'immensità del tempo e tutti coloro che vi si sono avvicinati hanno potuto raccontarla secondo il proprio gusto.
Per questa versione del Teatro Vascello per i bambini, sono stati introdotti diversi nuovi personaggi che coloreranno il fantastico mondo intorno alla Bella e la sua Bestia.
orari:
TUTTI I SABATI ORE 17.00 E LE DOMENICHE ORE 16.00
Matinée per le scuole il 5 febbraio, ore 10,30, ingresso 8 euro, aperta a tutti.
Su richiesta matinée scolastiche a scelta tra questi giorni: 2-3-4 5 febbraio, oppure 18-19 febbraio sempre alle ore 10.30
biglietti: intero € 10.00 ridotto bambini € 8.00
9 gennaio Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli IRENE SIDE STORY
Recital di musica classica, Édith Piaf, musiche da film, tango e teatro testi Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
voce Irene Rinaldi
pianoforte Vincenzo De Filippo
chitarra Alessandro Salustri
fisarmonica Pasquale Lancuba
attori Carla Buttarazzi Lupo Misrachi
ballerini Claudia Fusillo Roberto Ricciuti
presenta Leila Zammar
regia Flavio De Bernardinis
dal 12 al 17 gennaio Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore NON MI PIACCIO di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
con Marcella De Marinis, Barbara Montanari, Marica Murri, Veronica Visentin
regia Giancarlo Fares
La tragedia dell’anoressia affrontata attraverso la storia di Lisa, ragazza che sprofonda nell’abisso della solitudine. Né la madre, un’attrice spesso assente da casa, né il fidanzato riescono a sostenerne il dramma. Lisa riesce a dialogare soltanto con un suo doppio, che dà libero sfogo all’immaginario della giovane protagonista, desiderosa, innanzi tutto, di fuggire da una routine quotidiana che la soffoca.
dal 19 gennaio al 7 febbraio La Casa dei Racconti - TSI La Fabbrica dell'Attore OEDIPUS ON THE TOP racconto a bocca chiusa per attori e musica
di Duccio Camerini
con
Marta Iacopini (la madre)
Cristina Pedetta (l’altra madre)
Salvo Lombardo (il figlio)
Simone Tessa (il servo)
Duccio Camerini (il padre)
Fabio Frattasi (l’altro padre)
Arcangelo Iannace (il mago)
Sebastiano Forte (chitarra e tastiere)
Umberto Rajesh Zanardo (batteria)
spazio Alice Pizzinato e Leonardo Vacca
costumi Roberta Orlando e Livia Fulvio
disegno luci Giuseppe Falcone
tecnico luci Valerio Geroldi
assistente alla regia Davide Nebbia
fotografie Barbara Ledda
ufficio stampa 369° - centro diffusione cultura contemporanea
un progetto artistico “La Casa dei Racconti”
vincitore del bando di drammaturgia 2008 del Comune di Roma
allestitito con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali
C’è stato un tempo, c’è, o ci sarà.
Un tempo in cui certe leggende vanno raccontate. Come quella del bambino che esce da casa sua. Non esce per una sua scelta. Esce a causa di superstizioni e ritorna solo molto più tardi. Quando non è più un bambino. Superstizioni. Qualcuno parlava di una profezia. Ma in fondo ogni uomo - ogni bambino - è una profezia. Il punto è che nessuno sa quando si avvera. O se resta inavverata per i secoli dei secoli. Il bambino uscito di casa doveva morire. Ma per una serie di circostanze che i più istruiti chiameranno destino, continua a vivere e diventa un uomo. Cresce in una casa che non è la sua. Con un nome che non è il suo. Ma cresce bene lo stesso. D’altronde, dove tutto era suo, non l’avevano più voluto. Cresce, eccolo, è cresciuto, ha vinto la sua battaglia. Però ne restano, da combattere, di più terribili. Battaglie per conoscere, svelare. I segreti del mondo. I trucchi fabbricati prima della nascita, per scoprire qual è la tua origine. Qual è la casa da cui sei partito, e dove dovrai tornare ora che non sei più un bambino. Quando i bambini nascono si dice che cominci un viaggio, per inseguire, o precedere, per indicare o cercare, per vedere o essere visti. Ma queste, secondo molti, sono solo leggende.
Edipo è una delle storie più antiche del mondo. E’ una storia da cui“discendiamo”. E’ una favola, un mito, un racconto profondamente europeo, parla di integrazione e diversità, di come ci si possa sentire fuori luogo a casa propria, e a proprio agio chissadove. Parla di problemi di identità, parla del nostro mondo, del presente che si nasconde. Un mito che però nel tempo è rimasto schiacciato dal testo di Sofocle, “Edipo Re”, manifesto del teatro classico, e in seguito dalla lettura di Freud.
Uno spettacolo muto, allora, per provare a riavvicinarsi in punta di piedi. Un “Edipo” muto. O meglio, cadenzato da silenzi e musica rock. E dai corpi degli interpreti. Lo spettacolo ha avuto una lunga preparazione in un laboratorio su musica, performance e scrittura di scena realizzato col sostegno del Comune di Roma.
Basandoci sugli studi mitologici di Karol Kerenyi, James Hillman, Jean-Pierre Vernant, René Girard e Roberto Peregalli, abbiamo sviluppato una struttura che potesse ospitare le tante versioni a volte discordanti del mito, come ad esempio la violenza sessuale del padre Laio su un ragazzo, che dà origine alla maledizione della famiglia, o Peribea che finge di “ripartorire” Edipo quando lo trova sulla sua strada.
Nel nostro racconto, poi, il personaggio di Edipo è un po’ diverso da come siamo abituati a conoscerlo. E’ uno “schlemihl-buster keaton-chaplin” attonito per tutto quello che gli capita, un piccolo essere manovrato dal destino, la cui forza è però di non lasciarsi mai spaventare dal male in cui viene immerso, e che da questo male uscirà forse migliorato, comunque cambiato. Un omino che mette alla prova il destino che lo perseguita. Un personaggio che non chiede spiegazioni. Perché sa che ciò che si spiega, perde letteralmente la sua piega.
Duccio Camerini
ORARI : DAL MARTEDI’ al SABATO ORE 21, DOMENICA ORE 18
PREZZI 15,00 EURO INTERO 12,00 EURO RIDOTTO 10,00 EURO PER GRUPPI E SCUOLE
dal 20 al 24 gennaio 2010 - Sala Due Compagnia Teatro del Mare UN ABBRACCIO DISTANTE di Claudia Giova
con Claudia Giova e Claudio Mancinelli
regia Claudia Giova
Andrea è un uomo di quarant’anni, che lavora come responsabile del settore narrativa di una grande libreria. Vive in un monolocale molto modesto in una zona popolare della città, immerso nella propria solitudine e nel proprio malessere.
E’ un uomo irrisolto.
Gli tengono compagnia da sempre due grandi passioni, la musica e la letteratura. La sua vita procede da tempo con estrema metodicità e in lui, la rassegnazione, sembra essersi radicata. Un giorno però, qualcosa di inaspettato stravolge la sua esistenza. Marta, una studentessa universitaria poco più che ventenne, carica di curiosità nei confronti di ogni cosa, estroversa ed ottimista, arriva come un fulmine nella sua vita. Da quel momento tra i due scoppia una forte passione e l’amore.
Alcuni mesi dopo, però, tutto muta.
I loro universi paralleli ma dissimili, il modo eccessivamente diverso di vedere le cose, le diverse aspirazioni, la differenza d’età e, soprattutto, l’incomunicabilità sempre più presente nel loro rapporto, mettono in crisi il loro amore.
dall'11 al 14 febbraio 2010 - Sala Due MADONNE DI BESLAN di Anna Politkovskaja
adattamento e regia Chiara Tomarelli
Con Chiara Tomarelli e Ilenia Caleo
Testimonianze raccolte a Beslan l’anno dopo la tragedia. Racconti di donne che hanno subito la più grave delle perdite, quella di uno o più figli; di donne che erano dentro la scuola nei giorni di sequestro, che hanno vissuto direttamente le condizioni in cui i terroristi ceceni hanno posto le vittime e le operazioni di assalto compiute dalle truppe federali russe; maestre che sono sopravvissute tragicamente ai propri alunni di quattro, cinque, sei anni; padri e madri alla ricerca delle salme ancora non ritrovate o riconosciute dei propri figli.
Le testimonianze saranno accompagnate, a volte intervallate, dalle riflessioni acute e di profonda conoscenza e intelligenza della Politkovskaja.
Lo spettacolo si presenterà come un nudo lavoro di resa di testimonianza e di riflessione aperta. Si baserà su un’alternanza tra fuori e dentro la tragedia; tra testimonianza diretta e ricostruzione degli eventi; tra completa partecipazione nelle parole e nelle immagini delle madri, delle ‘Madonne’ e lucido tentativo di analisi.
dal 16 febbraio al 14 marzo TSI La Fabbrica dell'Attore TAKING SIDES di Ronald Harwood
traduzione Alessandra Serra
con Giuseppe Antignati Gaia Benassi Alberto Caramel Alberto Di Stasio Antonio Grosso Giada Prandi
scene Marco Martucci
costumi Francesca Linchi
disegno luci Valerio Geroldi
aiuto regia Gaia Benassi
regia Manuela Kustermann
Siamo nella Germania del 1946; a Berlino sono in corso gli interrogatori preliminari per i processi di denazificazione. Il Maggiore Arnold sta indagando sul Maestro Wilhelm Furtwangler, direttore dell’orchestra Filarmonica di Berlino, uno dei più grandi artisti del suo tempo. Mentre molti suoi colleghi sceglievano l’esilio per manifestare la loro opposizione al regime e per mostrarsi solidali con gli artisti ebrei per i quali l’espatrio era una costrizione, il Maestro è sempre rimasto in Germania, continuando ad esibirsi.
L’artista si difende dalle accuse di filo-nazismo, spiegando di aver scelto di rimanere in quella Germania soffocata dal regime per svolgere il suo ruolo di custode della tradizione musicale tedesca, per mantenere vivo quello spazio di libertà che solo Wagner e Beethoven possono offrire a uomini rinchiusi in una realtà di oppressione. Professa esplicitamente la netta separazione tra arte e politica, mettendo in scena la questione secolare del ruolo dell’artista nelle dinamiche socio-politiche del suo Paese. Furtwangler sceglie di rinchiudersi nella torre d’avorio dei suoi ideali, estraniandosi dalla realtà politica tedesca e ritagliandosi così uno spazio di opposizione intellettuale.
La questione primaria che pulsa dietro la valanga di parole che investe gli spettatori è: come deve comportarsi un artista nei confronti di un contesto politico malato? Cercare lo scontro frontale o combattere implicitamente, sollevando gli animi della gente dalla dolorosa contingenza?
dal 20 al 28 marzo Associazione Culturale Teatrusica - Palermo Teatro Festival
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore W NIATRI di Linda Dalisi
con Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
disegno luci Luigi Biondi
regia Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
W Niatri è principalmente un luogo. Un luogo dove la dimensione onirica si alterna alla dimensione reale. Dove per "reale" intendiamo un punto di vista delimitato da una rete che separa il dentro dal fuori e il fuori guarda tre personaggi che vivono dentro, in cattività.
Uccio, Andrea e Mimmo, tre storie, tre pianeti, tre amici ma soprattutto tre nemici.
La loro condizione, il loro legame è forte, radicato da sempre in questo luogo che li contiene. Ma un evento esterno può contaminare questo equilibrio? La risposta 1+1+1=1.
biglietti: intero • 15.00 ridotto • 12.00 e • 10.00
dal 6 al 25 aprile SUITE srl produzioni in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore KILLER JOE di Tracy Letts
traduzione e adattamento Giampaolo G. Rugo
con Francesco Montanari Patrizia Ciabatta Federica Marchettini
Alessandro Marverti Andrea Ricciardi
scene Fabiana di Marco
luci Camilla Piccioni
costumi Shizuko Omachi
regia Massimiliano Farau
Per ripianare un debito Cristian, ventiduenne spacciatore senz’arte né parte, decide di uccidere la madre per intascare il premio di assicurazione sulla vita di cui unica beneficiaria è sua sorella minore Doroty. Con la complicità del giovane padre Anselmo e della matrigna Chantal, Cristian assolda Killer Joe, poliziotto in carriera e killer “part-time”, per commettere l’omicidio. In mancanza di denaro contante, Killer Joe ottiene dai tre come caparra i favori sessuali di Doroty. L’omicidio prima, e un’amara scoperta dopo, porteranno il rapporto tra i cinque protagonisti alle estreme conseguenze.
A metà fra thriller e commedia, Killer Joe porta in scena, con un umorismo nero e feroce che ricorda i film di Quentin Tarantino e dei fratelli Coen, la famiglia più disfunzionale del teatro occidentale dopo gli Atridi. Tracy Letts ne analizza le dinamiche con uno sguardo disincantato, una tagliente esattezza socio-psicologica e un piglio spietatamente caustico. Il risultato è il ritratto di un’umanità ridotta alle sue pulsioni elementari, che ci fa ridere, ci agghiaccia, e ci fa infine interrogare sulla labilità dei legami familiari al cospetto dell’irresistibile binomio sesso e denaro.
Il testo originale di Tracy Letts è ambientato in un trailer nella periferia di Dallas. I trailer sono le grandi roulotte nelle quali abita una parte consistente del sottoproletariato texano e americano. Si è deciso di portare la scena dai grandi “outskirt” texani alla estrema periferia romana.
I protagonisti, immersi in una Roma molto lontana dalla città eterna amata dai turisti di tutto il mondo, sono i nipoti dei “ragazzi di vita”. Parlano il romano delle periferie, basico dal punto di vista grammaticale, talvolta sguaiato e volgare, ma anche ricco di pirotecniche invenzioni lessicali. Ci è sembrata questa la maniera migliore per tradurre fedelmente al pubblico italiano la disperata vitalità del testo.
“…E’ “pulp fiction”… che fa nascere l’umorismo dal realismo più sporco. E’incisivo, è perfettamente costruito, sa esattamente dove colpire.” New York Daily News
“Un’epopea Gotica sul sottoproletariato urbano con un taglio da fumetto” New York Times
“ Si potrebbe dire che è l’apoteosi del teatro fisico o di quel teatro da guerriglia che è irresistibile per le giovani generazioni. Killer Joe è uno spettacolo che ti stende.”Talkin’ Broadway.com
“Killer Joe è una commedia pungente e oltraggiosa, esplicita ma con molto da dire” San Francisco Chronicle
Musical tratto dal film 'Across the Universe' di Julie Taymor, con le canzoni dei Beatles suonate dal vivo. La magia degli anni '60 fa da cornice alla storia di un gruppo di ragazzi che nel Village di New York vive gli umori, i colori, la mentalità, i sogni e le utopie di una società alle prese con la rivoluzione culturale.
L'amore giovanile, l'amicizia, la guerra del Vietnam ed i conflitti sociali del tempo sono scanditi dalle indimenticabili canzoni dei Fab Four che fanno da colonna sonora alla storia. L’opera è realizzata in collaborazione artistica con la 'Diverbia et Cantica' che nella scorsa stagione teatrale riscosse grande successo al teatro Vascello con il musical 'Lady Oscar - François, Versailles Rock Drama'. Lo spettacolo punta sulla poliedricità degli interpreti che nelle parti cantate saranno accompagnati da una band dal vivo formata da 5 elementi, coordinata dalla direzione musicale di Claudio Proietti. Ad Alessio Contorni il ruolo di vocal coach e quindi il lavoro di interpretazione e canto sui brani. La scenografia, a cura di Arianna Braga e Gianluca Amodio, sarà essenziale improntata sulle trasparenze ed integrata da proiezioni e un disegno luci sperimentale ed innovativo affidato a Daniele Ceprani. Le coreografie che sottolineeranno le canzoni sono realizzate da Gisella Secreti. La regia è affidata ad Andrea Palotto, giovane regista ed autore che nella scorsa stagione ha diretto il musical ‘Lady Oscar François Versailles Rock Drama’. Nell’allestimento il regista ha cercato di mettere in risalto l’equivoco tipico della società americana di quegli anni: un’apparente tranquillità, contorno della drammatica realtà. Ad esempio nella scena rappresentata sulle note de ‘It wont be long’, mentre gli attori mostrano icone tipo del periodo, sullo sfondo le proiezioni mostrano immagini crude della guerra del Vietnam. E’ proprio il rifiuto della guerra come forma di violenza e repressione che assume un ruolo fondamentale nell’intero progetto, che per questo gode del patrocinio del Ministero dell’Interno e SPRAAR.
L’Associazione B-way nasce nel settembre del 2006 dall’idea di un gruppo di artisti che, uniti dallo stesso percorso formativo, decidono di mettere alla prova le proprie conoscenze creando una compagnia con l’ intento di promuovere musical, valorizzando quegli aspetti che spesso vengono trascurati nella gran parte delle produzioni nazionali. Componente fondamentale della B-way è la presenza sul palco di una live band costituita da 5 elementi. L’opera prima della compagnia è una rivisitazione del musical grease e nasce con l’intento di omaggiare tutto un genere musicale, il rock ‘n roll. Semplici accordi accompagnano il ritmo, la frenesia, il ballo e il dondolio di anche. Il progetto che, fino ad oggi, ha meglio rappresentato la natura dell’associazione è la rivisitazione di un grande classico del musical internazionale: ‘Grease Tribute’.
CAST:
Jude: Andrea De Bruyn
Lucy: Giovanna Cappuccio
Max: Filippo Dini
Prudence: Roberta Monterisi
Jo-jo: Dario Falasca
Sadie: Katia Rizzo
Ensemble:
Zio Sam/ Martin Luther King: Massimiliano Micheli
Mike/ Soldato: Paolo Cives
Molly: Valentina del Proposto
Mamma: Deborah Perrotta
Se per un momento avete potuto credere che un pezzo di legno potesse diventare un bambino, se vi è capitato di poter pensare che un corpo senza vita potesse essere animato da un fulmine e prendere la porta per cercare se stesso e, ancora, se più di una notte i vostri occhi sono incappati in un cielo stellato e avete pensato che un’altra vita era possibile, allora potrete credere a “Testa di Latta”.
Perché le favole non sono invenzioni fantastiche per bambini ma il modo in cui poter parlare di verità che altrimenti non sapremmo raccontare.
“Testa di Latta” è la vita che irrompe, stupida e che niente conosce del mondo, è il tentativo di parlare di come l’esistenza possa essere vuota e pura, e di come solo senza nulla sapere, senza saperci adattare, senza saper dare un nome alle cose, senza difenderci, senza capire, sia possibile amare.
Testa di Latta una notte tornerà nel luogo dove è stato creato, metterà nella sua valigia i suoi ricordi e tenterà un viaggio che lo porti a vedere se un altro mondo e un’altra vita siano possibili.
Orari: alle 21.00, tranne la domenica alle 17.00 Biglietti: 6 euro (scuole), 8 euro (ridotti), 12 euro (interi)
dal 7 al 23 maggio 2010 - Sala Due TSI La Fabbrica dell'Attore IO ERO CON LORO
QUANDO LORO ERANO CON ME
Sui sentieri della letteratura italiana del ‘900 Aperitivo letterario
Dal 7 al 23 maggio dalle ore 19.30 nel FOYER e nella SALA DUE del Teatro VASCELLO si terra’ la prima serie di appuntamenti con la grande letteratura Italiana.
Ho pensato questi incontri in forma di caffe’ letterario, per poter stare insieme a voi in modo conviviale, gustando un buon bicchiere di vino, qualche chiacchiera e soprattutto i meravigliosi scritti di Achille Campanile, Ennio Flaiano, Giorgio Manganelli, Goffredo Parise, Rodolfo Wilcock. Hanno accolto il mio invito a dar voce a questi autori dei cari amici. Avremo il piacere di ascoltare Roberto Herliztka, Paola Mannoni, Francesca Benedetti, Stefano Santospago, Graziano Piazza, Paul Lorimer, Cristina Borgogni, Paolo Giovannucci, Massimo Fedele, Gaia Benassi, Francesca Fava, Alberto Caramel…mamma quanti!…e naturalmente ci saro’ anch’io! E ancora: Renato Nicolini, Italo Moscati, Daniele Bollea, Edoardo Camurri, Vincenzo Arsillo, Fulvio Abbate, Valentino Zeichen, Luca Archibugi ed Elio Pecora ci introdurranno criticamente nel mondo di ciascun autore. Si tratta della prima parte di un progetto biennale che vuole approfondire la conoscenza di alcuni degli autori che hanno caratterizzato gli anni del secondo dopoguerra. Un riconoscimento dovuto, che vuol essere anche un monito per i giovani di oggi a trovare in questi autori ispirazione e stimoli per la propria vita. Troppo spesso ci dimentichiamo della nostra grande narrativa e dei nostri poeti. Io ho avuto la fortuna di incontrare alcuni di questi grandi personaggi, sia in veste di critici teatrali, sia come conoscenza diretta e questo mio vuole essere un’omaggio a quegli anni meravigliosi dove intorno ad un tavolino potevi bere un caffé con Arbasino o Flaiano o Manganelli e restare incantata per ore ad ascoltarli. E non pagavo neanche il caffe’!
Manuela Kustermann
Programma delle prime 6 serate:
7 Maggio: FLAIANO
Roberto HERLIZTKA in FLAIANO sul VASCELLO introduce Renato NICOLINI
8 Maggio: MANGANELLI
Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”);
Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Luca ARCHIBUGI
9 Maggio: RIPOSO
10 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Edoardo CAMURRI
11 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Alberto CARAMEL Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Vincenzo ARSILLO
12 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Elio PECORA
13 Maggio: FLAIANO
Graziano PIAZZA in SERATA FLAIANO; Cristina BORGOGNI Francesca FAVA Paolo LORIMER in AFORISMI introduce Vincenzo ARSILLO
14 Maggio: Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”);
Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Valentino ZEICHEN
15 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Edoardo CAMURRI
16 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Paolo GIOVANNUCCI Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Daniele BOLLEA
17 Maggio riposo
18 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Luca ARCHIBUGI
19 Maggio: FLAIANO
Stefano SANTOSPAGO in SERATA FLAIANO introduce Valentino ZEICHEN;
Cristina BORGOGNI Francesca FAVA Paolo LORIMER in AFORISMI introduce Vincenzo ARSILLO
20 Maggio: MANGANELLI
Paola MANNONI in CASANOVA (da “Le interviste impossibili”); Gaia BENASSI e Francesca FAVA in RACCONTI DA CENTURIE introduce Italo MOSCATI
21 Maggio: WILCOCK
Francesca BENEDETTI Alberto CARAMEL Massimo FEDELE Manuela KUSTERMANN in L'AGONIA di LUISA, introduce Elio PECORA
22 Maggio: PARISE
Gaia BENASSI Alberto CARAMEL Francesca FAVA Manuela KUSTERMANN in L'ASSOLUTO NATURALE, introduce Daniele BOLLEA
23 Maggio: CAMPANILE
Cristina BORGOGNI Massimo FEDELE Paolo LORIMER in SERATA CAMPANILE introduce Fulvio ABBATE
Note sugli Autori
Achille Campanile, uno dei maggiori umoristi italiani (1899 -1977). Scrittore di narrativa e di teatro, giornalista e critico televisivo, con le sue opere ha percorso quasi tutto il '900, dagli esordi, negli anni '20, sino alla fine degli anni '70, rappresentando e interpretando, sempre in modo ironico, il costume e l'essenza stessa della vita della nostra società. In qualche modo presentato ed introdotto al mondo della cultura degli anni venti, non tardò Campanile a far notare una spiccata vocazione per una composizione anticonvenzionale ed incline alla ricerca dell'effetto.
I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori…
Ennio Flaiano, (1910 1972) è stato uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano. Specializzato in elzeviri, fu anche umorista, critico teatrale e cinematografico. Scrisse per Oggi, Il Mondo, il Corriere della Sera e altre testate. Fine ed ironico moralista ma anche acre e tragico al tempo stesso produsse opere narrative e varie prose tutte percorse da un'originale vena satirica ed un vivo senso del grottesco, attraverso cui vengono stigmatizzati gli aspetti paradossali della realtà contemporanea. Introdusse nella lingua italiana la nota espressione "saltare sul carro del vincitore", così come molti altri aforismi.
Il pensare ai buoni momenti del passato non ci conforta perché siamo convinti che oggi li sapremmo affrontare con maggiore intelligenza e trarne migliore profitto.
Giorgio Manganelli, (1922 1990) è stato uno scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia. Autore di numerose opere dalla prosa elaborata e complessa, che oscilla spesso tra il racconto-visione e il trattato, Manganelli affermò nella sua Letteratura come menzogna del 1967 che il compito della letteratura è quello di trasformare la realtà in menzogna, in scandalo e in mistificazione, risolta in un puro gioco di forme, attraverso le quali la scrittura diventa contestazione. Nelle opere di Manganelli la parodia e il sarcasmo si esercitano in forme letterarie raffinate e funamboliche.
«Mi applicai, per puro amore della materia e dei suoi effimeri portatori, alla elaborazione di malattie che fossero rispetto alla morte aditi e corridoi, atrii, anticamere fastose, vestiboli; coltivai la mira di fare del morire grazie ad opportuni affanni del corpo un itinerario interminabile e sacro […].»
Goffredo Parise, (1929 1986) è stato uno scrittore e giornalista italiano. Legato a una tradizione letteraria vicentina che parte da Antonio Fogazzaro e arriva a Guido Piovene di cui fu grande amico, Parise è riuscito a raccontare la realtà in cui fin dall'infanzia, come figlio illegittimo (fu riconosciuto a 8 anni dal giornalista che aveva sposato in seconde nozze la madre), si è trovato a vivere: una realtà fatta spesso di pregiudizi, di piccole e grandi viltà che i suoi personaggi affrontano con un feroce (spesso dolceamaro) sarcasmo e una tenace, insensata e meravigliosa voglia di vivere.
«La vita di un uomo si riduce sempre agli anni felici (essendo quelli infelici in qualche modo simili alla morte).»
Juan Rodolfo Wilcock, (1919 1978) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e traduttore argentino. La percezione più immediata, e inevitabile, di Wilcock fu quella del suo stile. La totale assenza di perbenismo intellettuale, “l’ebbrezza aristocratica di dispiacere”, che provava spesso e grandiosamente, l’ironia in agguato dietro ogni sillaba, l’insofferenza per ogni sorta di “frasi di circostanza” dello spirito - tutto questo fu subito notato, e spesso con qualche timoroso sconcerto. Ma quei caratteri acquistavano il loro vero senso e sapore solo se si procedeva più oltre, fin dove - credo - solo pochi amici si sono spinti: fino a quella eccentrica e solida saggezza, a quella ammirevole autosufficienza che erano nel fondo di Wilcock.
Ogni scrittore, da quando l’arte di scrivere esiste, ha scritto e scrive per una società (che può anche essere di sole dieci persone), la società cioè alla quale egli appartiene. Esiste una differenza fondamentale tra il fatto di scrivere per una società e quello di scrivere per la folla. La società ha una Weltanschauung, un sistema vivo di pensiero, e vuole, per sentirsi vivere, lo stimolo di nuovi pensieri. La folla invece è inerte, non pensa e non può assimilare pensieri, né nuovi né vecchi.
biglietti: € 10,00 comprensivi di aperitivo
21 e 22 MAGGIO 2010
ASSOCIAZIONE CULTURALE COLORI NEL MONDO
con il patrocinio di
Assessorato alle Politiche Culturali
e della Comunicazione
L’avventura di Priscilla, la regina del deserto adattamento e regia Giuliano Leva Zanetti
con
Cristiano Pisciottani (Tick Belrose/Mitzie del Bra), Fabio Michel Lopes (Adam Whitley/Felicia), Andrea Berardicurti (Ralph/Bernadette Bassenger), Doriano Rautnik (Bob/meccanico), Tiziana Profumi (Cynthia/moglie di Bob), Elisabetta Salvati (Marion/ex moglie di Tick), Emiliano Mastrangelo (Benjamin/figlio di Tick e Marion), Mariaelena Panunzi (Shirley/donna del bar e maratoneta), Fabrizio Saraulli (Frank/minatore), Daniele Molinari (Alan/aborigeno)
e con Vahana Sound Percussions Daniele Molinari, Matteo Gallo, Stefano Quacquarelli (aborigeni)
aiuto regia: Francesca Maggiore
scenografie: Marco Fiorentini
costumi: Fabrizio Teragnoli
parrucche: Valter Lancellotti
disegno luci: Marco Alessandrini
Agghindate in costumi eccentrici, rese ammalianti da spettacolari trucchi di scena, arroccate su tacchi vertiginosi e addobbate con parrucche monumentali, le drag queen conquistano Roma.
A sedici anni di distanza dal film “Priscilla, la regina del deserto”, che ha fatto conoscere e amare al grande pubblico il favoloso e colorato mondo delle drag queen, il 21 e 22 maggio 2010 il regista Giuliano Leva Zanetti presenta a Roma, sul palcoscenico del Teatro Vascello, il primo adattamento teatrale italiano della fortunata pellicola diretta dall’australiano Stephan Elliott. “L’avventura di Priscilla, la regina del deserto”.
LA STORIA
Dall’incontro di due drag queen, di nome Mitzie e Felicia, con Bernadette, una transessuale di grande charme e di profonda saggezza, sempre pronta a folgorare chiunque con le battute più acute e letali, prende avvio uno stravagante viaggio attraverso il deserto australiano, a bordo di un autobus color lavanda, accompagnato dalle musiche degli Abba, di Gloria Gaynor e dei Village People. Una miscela inebriante di sontuose parrucche, scintillanti paillettes, piume di struzzo e musica anni Settanta, per uno spettacolo che porta in scena delle autentiche drag queen, dando l’occasione al pubblico capitolino di farsi sedurre da una vera e propria forma d’arte fatta di travestimento e incredibili trasformazioni, diventata un fenomeno di costume che spopola da un capo all’altro del pianeta.
I tre protagonisti della vicenda si lasciano, ciascuno a modo proprio, un difficile passato alle spalle e, grazie a un nuovo ingaggio ad Alice Springs, una cittadina del centro Australia, partono alla ricerca di un futuro lontano da Sidney, la città in cui vivono, dai suoi meccanismi spersonalizzanti. Mezzo di trasporto è una corriera sgangherata, per l’occasione dipinta di rosa e battezzata appunto Priscilla, stracolma di abiti di scena e orpelli per mille travestimenti. Vincendo la diffidenza iniziale, emergono ricordi d'infanzia, momenti di sincerità e confidenze intime. Ma il viaggio viene interrotto in pieno deserto per un guasto meccanico.
L’imprevisto è l’occasione per nuove conoscenze, tra dimostrazioni di ostilità da parte dei rudi minatori e degli abitanti della provincia australiana, affascinati e spaventati dall’inatteso materializzarsi di tre mirabolanti chimere del palcoscenico, quintessenza di eccentricità e teatralità, insperati lampi di amicizia e solidarietà.
Dopo tante peripezie, il viaggio riprende e Tick, che tutti conoscono nelle sgargianti vesti di Mitzie, confida le sue preoccupazioni agli amici: è in realtà sposato e ad aver ingaggiato le tre drag queen è proprio sua moglie Marion. Inoltre un figlio di otto anni lo attende ad Alice Springs.
Il lieto fine è servito, per una storia affascinante e commovente che parla delle possibilità concrete dell’integrazione delle diversità, di nuove famiglie, amicizia e amore senza confini né pregiudizi. Il viaggio è infatti una grande metafora: non solo scoperta dell’altro, ma scoperta di sé e ricerca, per ognuno dei protagonisti di questa fiaba moderna, di una dimensione esistenziale più autentica, di equilibrio, armonia e rispetto.
GLI INTERPRETI Andrea Berardicurti (Bernadette), meglio noto come La Karl du Pignè è il più celebre dei personaggi della scena drag italiana. Inventrice e direttrice del Drag Queen College, La Karl du Pignè è da molti anni animatrice dei palcoscenici di discoteche ed eventi in tutta Italia, prestando il suo sarcasmo e i suoi trucchi per numerose partecipazioni teatrali, cinematografiche e televisive.
Fabio Michel Lopes (Felicia) è conosciuto nell’ambito della club culture romana con il nome d’arte La Fleur du Male.
Cristiano Pisciottani (Mitzie), vanta una serie di partecipazioni teatrali tra cui “Se il tempo fosse un gambero” con la regia di Pietro Garinei
Con
Francesca Mirenna, Michele Mirenna, Federica Capannelli, Federica Mammoliti, Christelle Colasuonno, Clarissa Cinti, Alessandro Mari
INGRESSO INTERO 15 €
26 MAGGIO 2010
K
Stanley Kubrick e l'immaginario Lezione / Spettacolo di e con Stefano Betti & Flavio De Bernardinis
con: gli allievi del II anno della Link Academy
L’arte cinematografica di Stanley Kubrick è ancora tutta da raccontare. La nostra serata è dedicata alla messa in scena di questo racconto.
Una Lezione / Spettacolo con un doppio livello di drammaturgia:
- Estetico Kubrick e l’immagine cinematografica.
- Esoterico - Kubrick e l’immagine velata.
Un’odissea nell’universo filmico di Stanley Kubrick. All’alba dell’uomo e oltre l’infinito.
INGRESSO LIBERO
27 MAGGIO 2010
PALLA AL SETTE di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
Italia, oggi. Campionato di calcio di serie A. L’ultima partita, dove si decide lo scudetto. All’ultimo minuto, l’ala sinistra sferra un tiro e la palla si incastra al “sette” della porta, all’incrocio tra palo e traversa. Il pubblico resta sbigottito. La palla non sta né dentro, né fuori della rete: è rimasta lì, sospesa nel vuoto. La partita viene interrotta: il titolo di campione d’Italia rimane vacante. La televisione si tuffa sulla notizia. Va subito in onda un delirante talk show che si occupa del caso. La palla blocca la “sette” è ormai un evento nazionale ed internazionale. Con risvolti ed effetti politici, sociali, religiosi, culturali assolutamente incontrollabili…
ingresso € 5,00 posto unico
29 e 30 MAGGIO 2010
Scuola Romana di Circo KIMERE rassegna di circo contemporaneo
12€ intero - 10€ ridotto
Venerdì e sabato ore 21.30 domenica ore 18.30
Guarda il promo dello spettacolo "20 DECIBEL" della compagnia EL GRITO: www.youtube.com/watch?v=3orrsDJe2AU