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2010

dall'8 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010 teatro
Compagnia RezzaMastrella - Teatri 91 – Fondazione TPE
FLAVIA MASTRELLA e ANTONIO REZZA in
7 14 21 28
con Antonio Rezza
Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Maria Pastore
regia Flavia Mastrella e Antonio Rezza

Ascolta l'intervista di RadioSapienza sullo spettacolo
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Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.

orari: ore 21 domenica ore 17 lunedì riposo
biglietti: intero € 18.00 ridotto € 15.00 e € 12.00






PER GRAVI MOTIVI DI LUTTO LO SPETTACOLO DEBUTTERA’ SABATO 9 GENNAIO ORE 17,00

dal 9 gennaio al 7 febbraio 2010 - Il Vascello dei Piccoli
TSI La Fabbrica dell'Attore
BELLA E LA BESTIA
Traduzione, adattamento e regia Maurizio Lombardi
Con i giovani attori della compagnia TSI La Fabbrica dell’Attore
Regia: Maurizio Lombardi

Con Jenny Aiello, Maria Costanza Barberio, Marta Betti,
Isabella Carle, Claudio Corona, Manuela Di Domenico,
Daniele Facciolo, Alice Ferranti, Lorenzo Furno,Giorgia
Loddi, Maurizio Lombardi, Giulia Odori, Isabella Rotolo.

Disegni e illustrazioni: Thomas Liera
Costumi: Francesca Linchi
Canzoni: Maurizio Lombardi, Isabella Carle, Claudio Corona
Musiche: Claudio Corona
Disegno luci: Valerio Geroldi
Aiuto regia: Maria Bighinati




La storia, ispirata alla fiaba originale del 1743 di Marie Leprince Beaumont, racconta l'amore di una creatura, trasformato in metà uomo e metà Bestia da un potente incantesimo, per una bellissima ragazza.
Bella, questo è il suo nome, entrerà nel castello della Bestia sacrificandosi al posto di suo padre, condannato a morte dall'orrendo mostro per aver tagliato la rosa più bella del giardino del palazzo.
Ma quando la Bestia vedrà la ragazza, scoppierà nel suo cuore un amore immenso, che si trasformerà in dolore per l'impossibilità di averla. Bella, a causa dell’enorme bruttezza della Bestia, non riuscirà ad andare oltre il semplice affetto; ma l'amore, si sa, va oltre l'aspetto delle cose, e porta con sé una forza misteriosa che cambierà le sorti della storia contro tutto e tutti.
La letteratura, il cinema, il teatro si sono serviti da sempre di questo tema per parlarci di come la diversità tra gli esseri viventi sia la ricchezza e la forza della vita, e ci dicono che se solo avessimo più coraggio scopriremmo che, oltre l'ovvio delle cose, c'è un mondo fantastico e pieno di sorprese... magari anche una Bestia tremenda innamorata delle sue rose.

Il testo originale è stato volutamente reinterpretato non solo per agevolarne la trasposizione scenica, ma anche perché l'origine della storia si perde nell'immensità del tempo e tutti coloro che vi si sono avvicinati hanno potuto raccontarla secondo il proprio gusto.
Per questa versione del Teatro Vascello per i bambini, sono stati introdotti diversi nuovi personaggi che coloreranno il fantastico mondo intorno alla Bella e la sua Bestia.


orari:
TUTTI I SABATI ORE 17.00 E LE DOMENICHE ORE 16.00
Matinée per le scuole il 5 febbraio, ore 10,30, ingresso 8 euro, aperta a tutti.

Su richiesta matinée scolastiche a scelta tra questi giorni: 2-3-4 5 febbraio, oppure 18-19 febbraio sempre alle ore 10.30

biglietti: intero € 10.00 ridotto bambini € 8.00


9 gennaio
Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli
IRENE SIDE STORY
Recital di musica classica, Édith Piaf, musiche da film, tango e teatro
testi Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
voce Irene Rinaldi
pianoforte Vincenzo De Filippo
chitarra Alessandro Salustri
fisarmonica Pasquale Lancuba
attori Carla Buttarazzi Lupo Misrachi
ballerini Claudia Fusillo Roberto Ricciuti
presenta Leila Zammar
regia Flavio De Bernardinis



orari: ore 21
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00


dal 12 al 17 gennaio
Associazione La Fonte di Castalia e Associazione Culturale Cinqueanelli
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
NON MI PIACCIO
di Stefano Betti e Flavio De Bernardinis
con Marcella De Marinis, Barbara Montanari, Marica Murri, Veronica Visentin
regia Giancarlo Fares



La tragedia dell’anoressia affrontata attraverso la storia di Lisa, ragazza che sprofonda nell’abisso della solitudine. Né la madre, un’attrice spesso assente da casa, né il fidanzato riescono a sostenerne il dramma. Lisa riesce a dialogare soltanto con un suo doppio, che dà libero sfogo all’immaginario della giovane protagonista, desiderosa, innanzi tutto, di fuggire da una routine quotidiana che la soffoca.


orari:ore 21 domenica ore 18 lunedì riposo
biglietti: intero € 15.00 ridotto € 12.00 e € 10.00


dal 19 gennaio al 7 febbraio
La Casa dei Racconti - TSI La Fabbrica dell'Attore
OEDIPUS ON THE TOP
racconto a bocca chiusa per attori e musica
di Duccio Camerini

con
Marta Iacopini (la madre)
Cristina Pedetta (l’altra madre)
Salvo Lombardo (il figlio)
Simone Tessa (il servo)
Duccio Camerini (il padre)
Fabio Frattasi (l’altro padre)
Arcangelo Iannace (il mago)

Sebastiano Forte (chitarra e tastiere)
Umberto Rajesh Zanardo (batteria)

musiche Fabrizio Sciannameo
coreografia Valeria Andreozzi
drammaturgia e aiuto regia Michela Mancini

spazio Alice Pizzinato e Leonardo Vacca
costumi Roberta Orlando e Livia Fulvio

disegno luci Giuseppe Falcone
tecnico luci Valerio Geroldi
assistente alla regia Davide Nebbia
fotografie Barbara Ledda
ufficio stampa 369° - centro diffusione cultura contemporanea


un progetto artistico “La Casa dei Racconti”
vincitore del bando di drammaturgia 2008 del Comune di Roma
allestitito con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali



C’è stato un tempo, c’è, o ci sarà.
Un tempo in cui certe leggende vanno raccontate. Come quella del bambino che esce da casa sua. Non esce per una sua scelta. Esce a causa di superstizioni e ritorna solo molto più tardi. Quando non è più un bambino. Superstizioni. Qualcuno parlava di una profezia. Ma in fondo ogni uomo - ogni bambino - è una profezia. Il punto è che nessuno sa quando si avvera. O se resta inavverata per i secoli dei secoli. Il bambino uscito di casa doveva morire. Ma per una serie di circostanze che i più istruiti chiameranno destino, continua a vivere e diventa un uomo. Cresce in una casa che non è la sua. Con un nome che non è il suo. Ma cresce bene lo stesso. D’altronde, dove tutto era suo, non l’avevano più voluto. Cresce, eccolo, è cresciuto, ha vinto la sua battaglia. Però ne restano, da combattere, di più terribili. Battaglie per conoscere, svelare. I segreti del mondo. I trucchi fabbricati prima della nascita, per scoprire qual è la tua origine. Qual è la casa da cui sei partito, e dove dovrai tornare ora che non sei più un bambino. Quando i bambini nascono si dice che cominci un viaggio, per inseguire, o precedere, per indicare o cercare, per vedere o essere visti. Ma queste, secondo molti, sono solo leggende.

Edipo è una delle storie più antiche del mondo. E’ una storia da cui“discendiamo”. E’ una favola, un mito, un racconto profondamente europeo, parla di integrazione e diversità, di come ci si possa sentire fuori luogo a casa propria, e a proprio agio chissadove. Parla di problemi di identità, parla del nostro mondo, del presente che si nasconde. Un mito che però nel tempo è rimasto schiacciato dal testo di Sofocle, “Edipo Re”, manifesto del teatro classico, e in seguito dalla lettura di Freud.

Uno spettacolo muto, allora, per provare a riavvicinarsi in punta di piedi. Un “Edipo” muto. O meglio, cadenzato da silenzi e musica rock. E dai corpi degli interpreti. Lo spettacolo ha avuto una lunga preparazione in un laboratorio su musica, performance e scrittura di scena realizzato col sostegno del Comune di Roma.

Basandoci sugli studi mitologici di Karol Kerenyi, James Hillman, Jean-Pierre Vernant, René Girard e Roberto Peregalli, abbiamo sviluppato una struttura che potesse ospitare le tante versioni – a volte discordanti – del mito, come ad esempio la violenza sessuale del padre Laio su un ragazzo, che dà origine alla maledizione della famiglia, o Peribea che finge di “ripartorire” Edipo quando lo trova sulla sua strada.

Nel nostro racconto, poi, il personaggio di Edipo è un po’ diverso da come siamo abituati a conoscerlo. E’ uno “schlemihl-buster keaton-chaplin” attonito per tutto quello che gli capita, un piccolo essere manovrato dal destino, la cui forza è però di non lasciarsi mai spaventare dal male in cui viene immerso, e che da questo male uscirà forse migliorato, comunque cambiato. Un omino che mette alla prova il destino che lo perseguita. Un personaggio che non chiede spiegazioni. Perché sa che ciò che si spiega, perde letteralmente la sua piega.

Duccio Camerini


ORARI : DAL MARTEDI’ al SABATO ORE 21, DOMENICA ORE 18
PREZZI 15,00 EURO INTERO – 12,00 EURO RIDOTTO – 10,00 EURO PER GRUPPI E SCUOLE



dal 20 al 24 gennaio 2010 - Sala Due
Compagnia Teatro del Mare
UN ABBRACCIO DISTANTE
di Claudia Giova
con Claudia Giova e Claudio Mancinelli
regia Claudia Giova



Andrea è un uomo di quarant’anni, che lavora come responsabile del settore narrativa di una grande libreria. Vive in un monolocale molto modesto in una zona popolare della città, immerso nella propria solitudine e nel proprio malessere.
E’ un uomo irrisolto.
Gli tengono compagnia da sempre due grandi passioni, la musica e la letteratura. La sua vita procede da tempo con estrema metodicità e in lui, la rassegnazione, sembra essersi radicata. Un giorno però, qualcosa di inaspettato stravolge la sua esistenza. Marta, una studentessa universitaria poco più che ventenne, carica di curiosità nei confronti di ogni cosa, estroversa ed ottimista, arriva come un fulmine nella sua vita. Da quel momento tra i due scoppia una forte passione e l’amore.
Alcuni mesi dopo, però, tutto muta.
I loro universi paralleli ma dissimili, il modo eccessivamente diverso di vedere le cose, le diverse aspirazioni, la differenza d’età e, soprattutto, l’incomunicabilità sempre più presente nel loro rapporto, mettono in crisi il loro amore.


orari: ore 21,30 domenica ore 17,30 lunedì riposo
biglietti: posto unico € 10.00



dall'11 al 14 febbraio 2010 - Sala Due
MADONNE DI BESLAN
di Anna Politkovskaja
adattamento e regia Chiara Tomarelli
Con Chiara Tomarelli e Ilenia Caleo

Testimonianze raccolte a Beslan l’anno dopo la tragedia. Racconti di donne che hanno subito la più grave delle perdite, quella di uno o più figli; di donne che erano dentro la scuola nei giorni di sequestro, che hanno vissuto direttamente le condizioni in cui i terroristi ceceni hanno posto le vittime e le operazioni di assalto compiute dalle truppe federali russe; maestre che sono sopravvissute tragicamente ai propri alunni di quattro, cinque, sei anni; padri e madri alla ricerca delle salme ancora non ritrovate o riconosciute dei propri figli.
Le testimonianze saranno accompagnate, a volte intervallate, dalle riflessioni acute e di profonda conoscenza e intelligenza della Politkovskaja.
Lo spettacolo si presenterà come un nudo lavoro di resa di testimonianza e di riflessione aperta. Si baserà su un’alternanza tra fuori e dentro la tragedia; tra testimonianza diretta e ricostruzione degli eventi; tra completa partecipazione nelle parole e nelle immagini delle madri, delle ‘Madonne’ e lucido tentativo di analisi.



orari: ore 21,30 domenica ore 17,30 lunedì riposo
biglietti: posto unico € 10.00



dal 16 febbraio al 14 marzo
TSI La Fabbrica dell'Attore
TAKING SIDES
di Ronald Harwood
traduzione Alessandra Serra
con Giuseppe Antignati Gaia Benassi Alberto Caramel
Alberto Di Stasio Antonio Grosso Giada Prandi
scene Marco Martucci
costumi Francesca Linchi
disegno luci Valerio Geroldi
aiuto regia Gaia Benassi
regia Manuela Kustermann



Siamo nella Germania del 1946; a Berlino sono in corso gli interrogatori preliminari per i processi di denazificazione. Il Maggiore Arnold sta indagando sul Maestro Wilhelm Furtwangler, direttore dell’orchestra Filarmonica di Berlino, uno dei più grandi artisti del suo tempo. Mentre molti suoi colleghi sceglievano l’esilio per manifestare la loro opposizione al regime e per mostrarsi solidali con gli artisti ebrei per i quali l’espatrio era una costrizione, il Maestro è sempre rimasto in Germania, continuando ad esibirsi.
L’artista si difende dalle accuse di filo-nazismo, spiegando di aver scelto di rimanere in quella Germania soffocata dal regime per svolgere il suo ruolo di custode della tradizione musicale tedesca, per mantenere vivo quello spazio di libertà che solo Wagner e Beethoven possono offrire a uomini rinchiusi in una realtà di oppressione. Professa esplicitamente la netta separazione tra arte e politica, mettendo in scena la questione secolare del ruolo dell’artista nelle dinamiche socio-politiche del suo Paese. Furtwangler sceglie di rinchiudersi nella torre d’avorio dei suoi ideali, estraniandosi dalla realtà politica tedesca e ritagliandosi così uno spazio di opposizione intellettuale.
La questione primaria che pulsa dietro la valanga di parole che investe gli spettatori è: come deve comportarsi un artista nei confronti di un contesto politico malato? Cercare lo scontro frontale o combattere implicitamente, sollevando gli animi della gente dalla dolorosa contingenza?


orari: ore 21 domenica ore 17 lunedì riposo
biglietti: Intero € 15.00 ridotto € 12.00 e € 10.00






dal 20 al 28 marzo
Associazione Culturale Teatrusica - Palermo Teatro Festival
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
W NIATRI
di Linda Dalisi
con Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
disegno luci Luigi Biondi
regia Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino



W Niatri è principalmente un luogo. Un luogo dove la dimensione onirica si alterna alla dimensione reale. Dove per "reale" intendiamo un punto di vista delimitato da una rete che separa il dentro dal fuori e il fuori guarda tre personaggi che vivono dentro, in cattività.
Uccio, Andrea e Mimmo, tre storie, tre pianeti, tre amici ma soprattutto tre nemici.
La loro condizione, il loro legame è forte, radicato da sempre in questo luogo che li contiene. Ma un evento esterno può contaminare questo equilibrio? La risposta 1+1+1=1.


biglietti: intero • 15.00 ridotto • 12.00 e • 10.00



dal 6 al 25 aprile
SUITE srl produzioni in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore
KILLER JOE
di Tracy Letts

traduzione e adattamento Giampaolo G. Rugo
con Francesco Montanari Patrizia Ciabatta Federica Marchettini
Alessandro Marverti Andrea Ricciardi
scene Fabiana di Marco
luci Camilla Piccioni
costumi Shizuko Omachi
regia Massimiliano Farau



Per ripianare un debito Cristian, ventiduenne spacciatore senz’arte né parte, decide di uccidere la madre per intascare il premio di assicurazione sulla vita di cui unica beneficiaria è sua sorella minore Doroty. Con la complicità del giovane padre Anselmo e della matrigna Chantal, Cristian assolda Killer Joe, poliziotto in carriera e killer “part-time”, per commettere l’omicidio. In mancanza di denaro contante, Killer Joe ottiene dai tre come caparra i favori sessuali di Doroty. L’omicidio prima, e un’amara scoperta dopo, porteranno il rapporto tra i cinque protagonisti alle estreme conseguenze.

A metà fra thriller e commedia, Killer Joe porta in scena, con un umorismo nero e feroce che ricorda i film di Quentin Tarantino e dei fratelli Coen, la famiglia più disfunzionale del teatro occidentale dopo gli Atridi. Tracy Letts ne analizza le dinamiche con uno sguardo disincantato, una tagliente esattezza socio-psicologica e un piglio spietatamente caustico. Il risultato è il ritratto di un’umanità ridotta alle sue pulsioni elementari, che ci fa ridere, ci agghiaccia, e ci fa infine interrogare sulla labilità dei legami familiari al cospetto dell’irresistibile binomio sesso e denaro.
Il testo originale di Tracy Letts è ambientato in un trailer nella periferia di Dallas. I trailer sono le grandi roulotte nelle quali abita una parte consistente del sottoproletariato texano e americano. Si è deciso di portare la scena dai grandi “outskirt” texani alla estrema periferia romana.
I protagonisti, immersi in una Roma molto lontana dalla città eterna amata dai turisti di tutto il mondo, sono i nipoti dei “ragazzi di vita”. Parlano il romano delle periferie, basico dal punto di vista grammaticale, talvolta sguaiato e volgare, ma anche ricco di pirotecniche invenzioni lessicali. Ci è sembrata questa la maniera migliore per tradurre fedelmente al pubblico italiano la disperata vitalità del testo.

…E’ “pulp fiction”… che fa nascere l’umorismo dal realismo più sporco. E’incisivo, è perfettamente costruito, sa esattamente dove colpire.” New York Daily News

Un’epopea Gotica sul sottoproletariato urbano con un taglio da fumetto” New York Times

Si potrebbe dire che è l’apoteosi del teatro fisico o di quel teatro da guerriglia che è irresistibile per le giovani generazioni. Killer Joe è uno spettacolo che ti stende.”Talkin’ Broadway.com

Killer Joe è una commedia pungente e oltraggiosa, esplicita ma con molto da dire” San Francisco Chronicle


orari: ore 21, domenica ore 18, lunedì riposo
biglietti: Intero € 20,00 ridotto € 15.00 e € 12.00



dal 7 al 23 maggio 2010 - Sala Due
TSI La Fabbrica dell'Attore
IO ERO CON LORO
QUANDO LORO ERANO CON ME
Sui sentieri della letteratura italiana del ‘900
Campanile Flaiano Manganelli Parise Wilcock

letture di Gaia Benassi Francesca Benedetti Cristina Borgogni Sara Borsarelli Alberto Caramel Alberto Di Stasio
Francesca Fava Massimo Fedele Manuela Kustermann Maurizio Lombardi Paola Mannoni Graziano Piazza Stefano Santospago
a cura di Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni

Reading e mise en espace intorno alle personalità che hanno caratterizzato il ventennio degli anni ‘50 e ‘60.
Ogni sera uno spettacolo diverso, ogni sera una sorpresa per lo spettattore.



biglietti: € 10,00