s1spacerHOMEspacerSTORIAspacerIL VASCELLOspacerSTAGIONE 2011/2012spacerI PREZZIspacerNEWSspacerINFOspacerCONTATTIspacerLINKspacerARCHIVIO STAGIONIspacer
  Home > Cartellone > ANIMA E CORPO

dal 2 al 7 gennaio 2007
Compagnia Teatrale Darianton - Liberiteatri (teatro 30)
Anima e Corpo ( elogio della follia )

Tragicommedia in un atto e unica scena
Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Dario Ferrari e Nina Lombardino


A un certo punto non serve che cali il sipario. Perché non serve il sipario e non serve altra macchina scenica se non la macchina dell'attore - come diceva Carmelo Bene - con la sua potenza estetica e forma scenica. Che distrugge la distanza tra attore e pubblico costruendo, nel rincorrersi dei significati, l'abisso, il complicato invisibile abisso dell'arte.
Senza sipario e senza altro artificio la compagnia darianton porta in scena il teatro nudo e puro.
Darianton è un gruppo di teatranti palermitani, un duo di rabbia e dialogo talvolta rabbioso, altre volte di impazziti sentimenti che si scompongono e ricompongono nel mosaico della vita.
"Anima e corpo, elogio della follia" è un testo originale che la compagnia ama mettere in scena in modo e luoghi mai convenzionali come è il TeatroTrenta, un opificio delle arti nato a Palermo che contiene soltanto 30
spettatori e come nella sala due del Teatro Vascello di Roma che ha una capienza di 40-50 posti.
Storia di amore, fedeltà e disincanto. Testo che narra e smette di narrare, che diventa azione e perde il "cadavere orale" della parola detta. Parola che si spegne nel niente dei progetti, come perduta sulla linea di un orizzonte inarrivabile.

Urlante e temuta. Sorridente di mani e manie...
" un lavoro interessante, violento e dolce, fresco e potente, quello di darianton. Capace di diventare ipotesi per lo spettatore. Ipotesi e costruzione di pensiero, condivisione di destino ed energie. Un lavoro che racconta di come la vita rende urlanti i pensieri e indicibile il senso. E invisibile, impossibile da vedere e da decifrare, soprattutto quando lo sguardo è così vicino, il punto di osservazione sulla vita stessa della coppia è così vicino e reciproco da non potere più percorrere spazio, da impedire di vedere. Una storia d'ordinaria follia..."
Antonio Cipriani - http://www.liberiteatri.it/