presenta
A TEATRO INSIEME
progetto di laboratorio teatrale integrato
In collaborazione con
Municipio Roma XVI
Comune di Roma V° Dipartimento
Centro Diurno La Voce della Luna ASL RM E
Progetto triennio 2002-2003-2004
La rappresentazione teatrale, la ricerca e la sperimentazione teatrale, hanno contribuito nei secoli alla crescita culturale dei popoli. Oggi nellera multimediale, dove le tecnologie tentano di risolvere gli innumerevoli problemi che affliggono il genere umano, si ricorre al teatro come ad un emblema che sa di antico e di esclusività, ma che è capace ancora di accrescere nellindividuo le sue conoscenze in termini di saperi, saper fare e saper essere. Il teatro quale luogo preposto alla ricerca dellintesa che è lespressione massima della comunicazione.
In questi ultimi anni abbiamo constatato, attraverso anche delle esperienze indirette realizzate presso il nostro teatro, che lattività artistica condotta in sinergia con gruppi appartenenti a fasce sociali così dette deboli (minori, ex detenuti, anziani in situazione di abbandono, malati di mente, portatori di handicap, giovani a rischio) è riuscita a dare voce a questo mondo sommerso, creando una piattaforma di solidarietà che va oltre al sostegno terapeutico, sociale e/o politico di questi individui. Una piattaforma da cui poter partire per strutturare in maniera organica e con i mezzi appropriati unesperienza residenziale per lo sviluppo di percorsi di inserimento nel tessuto sociale di individui socialmente svantaggiati e a rischio emarginazione presenti sul territorio cittadino.
Il teatro Vascello a tal proposito si propone di collaborare con strutture territoriali (Anni verdi, Anfass, Asl RM E, Istituto di salute Mentale, associazionismo) già impegnate nellassistenza
sociale, sanitaria e terapeutica di persone affette da disturbi fisici e psichici; e non solo, anche rivolgendosi apertamente a tutta la cittadinanza per sollecitare il coinvolgimento di minori, giovani a rischio, ex tossicodipendenti, ex carcerati, anziani ecc.; al fine di progettare e realizzare una permanente sperimentazione attraverso laboratori espressivi di recitazione, danza, musica, drammaturgia e scenografia.
Ogni laboratorio avrebbe una sua specializzazione, strutturata in maniera modulare trasversale ad un progetto artistico che si concluderebbe con una messa in scena teatrale.
Accostarsi al teatro anche in condizioni di grande disagio fisico e psicologico fa esaltare limpegno di questi individui, relegati altrimenti ad una vita passiva nei migliori dei casi, e che invece potrebbero testimoniare che il teatro è un atto di coraggio capace di dare fiducia e che rivoluziona le dimensioni sociali e culturali della nostra società.
Se pensiamo quanto patrimonio umano destinato al teatro e quindi quanto patrimonio teatrale destinato alluomo è stato disperso solo perché unidea di teatro come privilegio ha guidato e messo in moto condizionamenti culturali e sociale di antica memoria, viene spontaneo chiedersi se la materia teatrale che riesce a sopravvivere nei luoghi deputati sia oggi la parte migliore del tutto, e non ci sia invece tra le pieghe una materia di ricerca che attende sempre fuori dalla porta, fuori dove la società relega anche la malattia.
Lattività che vogliamo realizzare deve avere uno sviluppo triennale in modo da poter consentire una programmazione articolata dei lavori, creando i presupposti per una stabilità progettuale che si pone alla base dei percorsi formativi, delle azioni da compiere sul territorio, e per un sviluppo artistico del progetto stesso.
E nostra intenzione creare una rete di collaborazione con le strutture sociali, sanitarie e terapeutiche e con lassociazionismo impegnato a favore di soggetti delle cosiddette aree deboli a rischio emarginazione (portatori di handicap fisici e psichici, anziani, minori a rischio, ecc.), presenti sul territorio. La rete dovrà comunque interfacciarsi e creare degli scambi con altre esperienze provenienti anche da altri territori sia nazionali che trasnazionali, dando così maggiore respiro al progetto.
La ricaduta sul territorio in termini di sociali sarebbe altissima soprattutto in considerazione del fatto che larea municipale di Roma XVI è priva di iniziative strutturate che coinvolgono tutti gli operatori impegnati nel sociale. Il Teatro Vascello sfruttando la sua presenza sul territorio e le sue capacità strutturali e professionali si pone quale catalizzatore sinergico assumendo e confermando il suo ruolo sociale e culturale per il Municipio di Roma XVI e per a città di Roma.
Anno 2002
Il 23 dicembre 2002 al Teatro Vascello con la rappresentazione dello spettacolo La Festa tratto da Una festa per Boris di Thomas Bernhard regia di Giancarlo Nanni si è conclusa lattività progettuale denominata A teatro insieme- laboratorio teatrale integrato per lanno 2002.
Lattività, complessivamente, ha avuto una durata di circa 60 giorni, si è tenuta presso il teatro Vascello di Roma, e ha visto impegnati, oltre agli attori e ai tecnici della compagnia stabile del Teatro Vascello (1 regista 6 attori, 6 tecnici, 1 coreografa, 2 scenografi 1 costumista), 8 soggetti portatori di handicap di cui 3 residenti nel Municipio di Roma XVI , 2 assistenti sociali ed alcuni uditori ed accompagnatori.

Il laboratorio teatrale integrato aveva lobiettivo, e lo ha conseguito, di far interagire realtà sociali diverse affinché si potesse raggiungere una comune condivisione della realtà culturale legata alla rappresentazione di uno spettacolo. Difatti il lavoro, condotto da Giancarlo Nanni e dagli operatori sociali che lo hanno affiancato per tutto il periodo, ha voluto individuare in ogni soggetto partecipante una posizione/ruolo che allintero del gruppo aveva una sua precisa valenza, riportando una dinamica relazionale esattamente come in una comunità.
I partecipanti hanno lavorato al testo, lo hanno riscritto nella messa in scena evidenziando nei personaggi interpretati la propria individualità, inoltre hanno partecipato alla realizzazione scenografica nella sua progettazione ed hanno assistito alla costruzione della scena apportando modifiche ed idee alla sua definizione.
Il laboratorio ha visto un impegno culturale ed artistico che ha coinvolto nelle diverse sessioni tutti i partecipanti che hanno potuto beneficiare dei seguenti moduli tematici trasversali:
lettura del testo
discussione della messa in scena
costruzione dei ruoli e dei personaggi
role playing
le coreografie
le scenografie
i costumi
la musica
il canto
i video
lo studio dello spazio scenico
le luci
le prove e la memoria
I partecipanti al laboratorio sono stati contaminati da questi moduli che hanno avuto il doppio ruolo, didattico formativo, per sviluppare i proprio saperi e saper far, e la funzione di sviluppo della personalità per il saper essere.
Per tutto il periodo di lavoro abbiamo documentato le diverse fasi del laboratorio con riprese video, si sono realizzate delle scenografie, dei costumi, ed abbiamo realizzato uno spettacolo teatrale professionale.
Il 23 dicembre abbiamo festeggiato con lo spettacolo la riuscita di un laboratorio sperimentale di arti e cultura teatrale, una festa che ha visto tutti i partecipanti fieri del ruolo che avevano assunto in questo breve ma intenso periodo di lavoro, la soddisfazione di essere presenti su una locandina pubblicata e pubblicizzata, di essere presenti su i maggiori quotidiani, ma soprattutto presenti sul palcoscenico della vita dentro un teatro gremito di pubblico.
Lo spettacolo è stato inserito in una rassegna di teatro integrato realizzato al Teatro Vascello dal 16 al 23 dicembre 2002.
Tale iniziativa rientra in un progetto culturale che il Vascello vuole portare avanti negli anni dando una giusta visibilità anche alle iniziative culturali che derivano da strutture ed associazioni impegnate nel sociale.
Anno 2003
Prevediamo di continuare il lavoro dello scorso anno ampliando i contenuti e il gruppo di lavoro. LObiettivo è quello di arrivare a realizzare uno spettacolo teatrale che debutterà al teatro Vascello nel mese di febbraio 2004.
Anno 2004
Esportazione del modello di lavoro in altre realtà territoriali.
Prevediamo di realizzare un lavoro analogo a Città della Pieve (PG) con un gruppo di giovani ex tossicodipendenti attualmente inseriti in una comunità di recupero ed inserimento sociale.