dal 3 all'8 dicembre 2019
da martedì a venerdì h 21, sabato h 19, domenica h 17

SEI

adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello
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di Spiro Scimone

Compagnia Scimone Sframeli, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale,
Teatro Biondo Stabile di Palermo, Théâtre Garonne-scène européenne Toulouse
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

regia Francesco Sframeli
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici

scena Lino Fiorito
costumi Sandra Cardini
disegno luci Beatrice Ficalbi,
usiche Roberto Pelosi

durata 65 minuti

Scimone e Sframeli sono artisti molto amati e pluripremiati in Italia così come all’estero. Per la prima volta si misurano con Pirandello e con i Sei personaggi in una versione calorosamente festeggiata dal pubblico e dalla critica che, dopo una lunga tournée, arriva finalmente a Roma.
E ciò che salta subito all’occhio è la capacità che i linguaggi dei due autori – diversi ma complementari – hanno di dialogare tra di loro. La commedia pirandelliana perde il suo alone di ancestrale moralismo e scopre invece i rapporti concreti tra le persone.
Scimone lavora sulla parola, ‘ riscrivendo’ con grande fedeltà il testo originario, ma denunciandone apertamente quelle che oggi sarebbero inutili forzature.
È lui stesso a interpretare il capocomico della compagnia in prova mentre Francesco Sframeli, che firma la regia, è un misuratissimo ‘padre’, ovvero il motore colpevole del dramma. Con loro in scena un folto gruppo di bravi ed affiatati interpreti tra i quali molti i giovanissimi.
“Sei – affermano Scimone e Sframeli – nasce dal bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del grande maestro. Durante il lavoro di elaborazione, abbiamo ridotto il numero dei personaggi, eliminato o aggiunto scene e dialoghi, sostituito qualche termine linguistico, ma senza stravolgere la struttura drammaturgica dell’opera originale.”

Siamo in un teatro, gli attori di una Compagnia, stanno per iniziare la prova di uno spettacolo che, forse, non debutterà mai. Improvvisamente un corto circuito lascia tutti al buio; il tecnico che dovrebbe riaccendere la luce non si trova e la luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei Sei Personaggi rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati.
I componenti della compagnia, sconvolti da questa improvvisa apparizione, pensano che i “Sei” siano solo degli intrusi o dei pazzi e fanno di tutto per cacciarli via dal teatro. Ma, quando il Padre, inizia il racconto del “dramma doloroso” che continua a provocare sofferenze, tensioni e conflitti familiari; l’attenzione e l’interesse da parte degli attori e del Capocomico, verso i personaggi, cresce sempre di più e l’idea di farli vivere sulla scena diventa sempre più concreta e necessaria.
Vivere in scena non è solo il desiderio dei personaggi; è anche il sogno degli attori. Entrambi, sanno che la loro vita in scena può nascere solo attraverso la creazione di un rapporto, attori /personaggi, di perfetta simbiosi. Un rapporto che si crea, di volta in volta, di attimo in attimo, durante la rappresentazione.
Nella rappresentazione è indispensabile la presenza dello spettatore.
Ed è proprio l’autenticità del rapporto attore/personaggio/spettatore la vera magia del teatro che ci fa andare oltre la finzione e la realtà.

Spiro Scimone Francesco Sframeli

Dalla rassegna stampa:

Splendido adattamento del testo pirandelliano. I Sei personaggi trovano l’autore: Spiro Scimone.

Gianfranco Capitta, il manifesto

 

È bellissimo Sei di Spiro Scimone con Francesco Sframeli e un compagnia di attori, perlopiù giovani, di grande spessore. Il testo è asciugato, portato a una misura intima, profonda.
Che dire di questo Pirandello filtrato da Scimone, acre umorista, che ci prende di sorpresa? Che piace. Un Pirandello fuori chiave, affrontato come “in digest” e con felice chiave umoristica come forse avrebbe desiderato il maestro.
Se il ruolo dei personaggi e degli attori che dovrebbero rappresentarli è -per così dire- ridotto all’osso il senso del testo c’è per intero. L’apparizione dei personaggi è bellissima: appaiono come personaggi usciti da un quadro di Campigli della serie dedicata al circo.

Maria Grazia Gregori, delteatro.it

 

Interpretato con sensibilità e maestria inarrivabile tutta a sottrarre da Francesco Sframeli, un Padre rintanato in se stesso, nell’errore e nella sofferenza, con il contraltare spudorato, ferino, ferito della giovane Figliastra di Zoe Pernici, una rivelazione di aggressività smarrita, in una compagnia perfetta nello stupore, nella brutale presa di coscienza che non sappiamo dove stia la recitazione e dove l’esibizione delle carni lacerate. Un capolavoro, finalmente.

Massimo Marino, Doppiozero

 

Scimone Sframeli non hanno sostanzialmente alterato l’impianto del testo originale. L’hanno sfrondato, semplificato. E Scimone l’ha in parte riscritto, soprattutto per quanto riguarda il gergo degli Attori riportandolo a quelle sue costruzioni linguistiche ripetitive, un po’ da cunto popolare, senza coloriture dialettali ma improntate a cadenze sottilmente siciliane. Ma il vero prodigio di Scimone Sframeli e dei loro giovani compagni di lavoro consiste nel riuscire a far sembrare che questi fantasmi dell’immaginario siano del tutto inconsapevoli di appartenere a un testo che ha segnato la storia del teatro, senza l’aura di solennità che accompagna certe grandi interpretazioni pirandelliane.

Renato Palazzi, il Sole24Ore

 

Perfetto meccanismo tra comicità e feroce ironia, i Sei personaggi pirandelliani esaltati da Scimone Sframeli.

Vincenzo Bonaventura, La Gazzetta del Sud

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