dal 24 al 29 marzo 2020
da martedì a venerdì ore 21,sabato ore 19, domenica ore 17

FILO FILÒ

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di e con Marco Paolini

assistenza alla regia Silvia Busato
audiovisivi e luci Michele Mescalchin
fonica Piero Chinello
direzione tecnica Marco Busetto
prodotto da Michela Signori

produzione JOLEFILM

 

Atteso ritorno a Roma di Marco Paolini con Filo filò, nuova tappa del suo teatro di parola, che ispirandosi alle tradizionali veglie serali dove gli anziani si riunivano per raccontare storie uniche e preziose, prova a riflettere a voce alta su come la vita di tutti noi sta cambiando, grazie o per colpa delle tecnologie, che derivano dalle innovazioni e di cui facciamo uso quotidianamente.
Non sono un esperto di Internet, non sono un utente dei social – spiega Paolini in una nota- non conosco la meccanica quantistica, né le Neuroscienze e la fisica, né la robotica e le intelligenze artificiali. Ma tutto questo mi riguarda e mi interessa. So che la mia vita sta cambiando grazie o per colpa delle tecnologie che da queste innovazioni derivano e di cui faccio uso anch’io come i miei simili”.
Uno spettacolo dunque per riflettere a voce alta che mette insieme piccole storie unite da un filo di ragionamenti.
La globalizzazione, Internet, l’intelligenza artificiale, la bíoingegneria producono accelerazione e discontinuità che danno eccitazione e disorientamento, stupore e nuove abitudini. Le nuove applicazioni hanno bisogno di acceleratori, di incubatori di idee. Allora il filò a teatro serve a rallentare il flusso, a unire i puntini attraverso la forza dell’oralità. Una forma magra di teatro, senza scena e senza personaggi, non una storia ma un filo di storie tenuto insieme con mestiere (quel che basta) e necessità (quella non manca). Come spiega il poeta Andrea Zanzotto il filò era nel Veneto «una veglia contadina nelle stalle durante l’inverno ma anche l’interminabile discorso che serve a far passare del tempo… e niente altro».
Un passatempo, non uno spettacolo quindi. Un racconto dialogante nelle intenzioni di chi lo propone oggi a teatro, un invito agli spettatori a far filò insieme.

Filo da perdere ogni tanto per passatempo, ma da ritrovare per far filò.
Filo di lana che lega i discorsi per farli diventare storie che passino di bocca in bocca, di sera in sera, anche per non perdere il filo del presente e per provare a costruire un futuro condivisibile come chiedono con forza le nuove generazioni agli adulti.
E non solo per il clima ma anche per l’aria che tira su tutto il resto.

Marco Paolini


https://www.jolefilm.com/

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