dall'11 al 13 ottobre 2019
venerdì ore 21,sabato ore 19, domenica ore 17

The night writer. Giornale notturno

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Testo, scene e regia Jan Fabre
Con Lino Musella
Musica Stef Kamil Carlens
Drammaturgia Miet Martens, Sigrid Bousset
Traduzione Franco Paris
Direzione tecnica Geert Van der Auwera / Javier Delle Monache
Disegno luci Wout Janssens
Fonica Marcello Abucci
Direzione di produzione Gaia Silvestrini

Produzione Troubleyn/Jan Fabre e Aldo Grompone
e FOG Triennale Milano Performing Arts / LuganoInscena-LAC / Teatro Metastasio di Prato /TPE – Teatro Piemonte Europa / MARCHE TEATRO / Teatro Stabile del Veneto

Produzione esecutiva e distribuzione Aldo Miguel Grompone

in collaborazione con Romaeuropa Festival

 

The Night Writer. Giornale notturno è un autoritratto.

Jan Fabre di notte scrive e disegna. The Night Writer raccoglie, come in un flusso, i suoi pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sul sesso, sull’amore: dai vent’anni di un giovane di provincia, sino alla maturità dell’artista celebrato in tutto il mondo.

Come in una confessione, un mettersi a nudo con spregiudicatezza, con ironia e crudeltà, il copione raccoglie diverse pagine dei diari personali dell’autore, oltre a brani tratti dai suoi scritti per il teatro: ‘La reincarnazione di Dio’ (1976), ‘L’Angelo della Morte’ (1996), ‘Io sono un errore’ (1988), ‘L’imperatore della perdita’ (1994), ‘Il Re del plagio’ (1998), ‘Corpo, servo delle mie brame, dimmi…’ (1996), ‘Io sono sangue’ (2001), ‘La storia delle lacrime’ (2005), ‘Drugs kept me alive’ (2012).

Lino Musella dà corpo a questo “diario umano” e restituisce l’irrestituibile: da grande attore incarna con verità, con poesia, con commozione, con ironia e con intelligenza questo carico di vita e di pensieri, con la stessa potenza, vitalità e bellezza, con cui l’autore li ha trasferiti su carta. Quando ero più giovane me lo dicevano tutti i giorni con un dito ammonitore

‘Tu vivi sul filo del rasoio
Sei una candela che brucia da sotto e da sopra (…)’
Io brucio sempre
Persino quando voi pensate che io non faccia niente
Brucio più violentemente di quanto concesso e previsto
Brucio e non solo per me
Ma anche per dare
Fuoco e luce agli altri
Proprio come dagli altri ho ricevuto
Fuoco e luce

La lettura del diario ci introduce alle molteplici, contraddittore e intriganti sfaccettature di Jan Fabre, che si rivela di volta in volta visionario, disarmante e scaltro, pungente e commovente, provocatorio ed esitante, sovversivo e orgoglioso della propria tradizione figurativa fiamminga. (…) Emerge poi un’evidente e significativa discrepanza

tra la vita del giorno, ricca comunque di impressioni, sensazioni, lavoro, performance, mostre, progetti e quella – se possibile ancora più intensa – della notte, intima, lacerante, sconvolgente, colma di furia creativa, ora meditativa, ora “sanguigna”. L’affermazione di una curiosità senza limiti e di un’inesauribile energia ruotano già in queste pagine intorno al ruolo del corpo, un corpo che è nel contempo spirituale e materiale, culturale e

viscerale, sede del pensiero ma anche di sangue, urina, sperma, nucleo dell’eterno flusso di nascita-morterinascita. (…) Un ritratto al rosso profondo e coinvolgente.

Franco Paris

 

Il nuovo assolo del geniale Jan Fabre, il primo scritto in italiano per l’ottimo Lino Musella, ci consegna l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.

Jan Fabre con un assolo tutto nuovo, in cui si racconta, si rivela, si nasconde, ci provoca, ci affascina ma per interposta persona… Questo alter ego è Lino Musella, interessante attore che ama spesso esibirsi in spettacoli fuori dagli schemi consueti, ricco di estro e di intelligenza. … Ascoltando le sue parole è possibile penetrare dentro l’officina artistica di questo inventore di teatro, performer, coreografo, artista visivo che se ne infischia dei generi

avendoli profanati tutti e che mantiene l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.

Maria Grazia Gregori, delteatro.it

 

L’artista fiammingo, che di tante ricerche della scena di oggi è stato un ispiratore e precursore, si racconta, si confessa per bocca di un bravissimo attore italiano, Lino Musella, in uno spettacolo che unisce la sfrontata messa a nudo di sé a un alto grado di costruzione formale… Questo attore, approdato in tempi recenti a una deflagrante maturità espressiva che ne fa uno dei talenti

più sfaccettati del panorama teatrale attuale, riesce a trovare misteriose sintonie con l’inquieta personalità di Fabre, che traduce in una gamma di umori ora rochi, ora malinconici, ora come venati da un vago e sottile struggimento… Il testo, che mescola dichiaratamente verità esistenziali e finzioni narrative, spezzoni poetici e appunti occasionali, tratta gli argomenti più disparati, la famiglia, il fratello morto, il rapporto con la propria mente, i processi creativi. È curioso notare come anche le sensazioni più delicate si intreccino in lui con un che di estremo, e persino il culto della bellezza sia associato a una vocazione conflittuale e sovversiva.

Renato Palazzi, Il Sole 24ore

 

Giornale notturno, sprezzante zibaldone di rapide illuminazioni («Ogni vera bellezza è scomoda») e altrettanto fulminei turbamenti, redatto con irrequietezza nel corso di notti insonni. Ora questo diario giovanile, composto da pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita e sulla famiglia, è diventato un omonimo spettacolo, diretto ovviamente dallo stesso Fabre… artista che ha trovato nel teatro lo spazio privilegiato di sperimentazione e nelle pratiche performative il luogo di confluenza di linguaggi e umori.

Matteo Marelli, Il Manifesto

 

Jan Fabre (Anversa, 1958) è artista visivo, regista e autore teatrale, da quarant’anni tra le figure più innovative della scena internazionale. Le sue opere sono state presentate nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Biennale di San Paolo, dOCUMENTA a Kassel. È il primo artista a cui il Museo del Louvre dedica un’importante mostra monografica (L’ange de la metamorphose, 2008). Negli ultimi anni sono state allestite in Italia diverse personali dedicate alla sua opera: tra le più importanti ricordiamo quella di Palazzo Benzon di Venezia (Anthropology of a planet, 2007), del MAXXI di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013) e quella realizzata nel centro storico di Firenze (Spiritual guards, 2016). Tra le più recenti pubblicazioni in Italia:
Giornale notturno III (1992-1998), Edizioni Cronopio, Napoli, 2019, il terzo di tre volumi che raccolgo i diari personali dell’artista. Per Editoria&Spettacolo è uscito a marzo 2019 Jan Fabre. Teatro I primo volume di un progetto editoriale per la pubblicazione di tutti i testi per il teatro.

 

Lino Musella (Napoli, 1980), Premio Hystrio Anct 2015, ha lavorato tra gli altri con Antonio Latella, Mario Martone, Valter Malosti, Serena Sinigaglia; ha recitato nelle serie tv The Young Pope di Paolo Sorrentino e Gomorra. Dal 2009 anima, con Paolo Mazzarelli, la Compagnia Musella Mazzarelli, con la quale ha dato vita agli spettacoli Due Cani-ovvero la tragica farsa di Sacco e Vanzetti (2009), Figlidiunbruttodio (Premio In-box 2010), Crack Machine (2011), La Società-Tre atti di umana commedia (2012), Strategie Fatali Premio Hystrio alla Drammaturgia 2016), Who’s the King (2018).

 

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