Teatro Vascello https://www.teatrovascello.it La Fabbrica dell'Attore - Centro di produzione teatrale Thu, 07 Nov 2019 23:39:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 https://www.teatrovascello.it/wp-content/uploads/2019/06/cropped-icona-32x32.png Teatro Vascello https://www.teatrovascello.it 32 32 SINless https://www.teatrovascello.it/2019/06/23/sinless/ Sun, 23 Jun 2019 19:57:05 +0000 https://nuovosito.teatrovascello.it/?p=399 lunedì 1 luglio h 21

Coreografie
Pogliani Annarumma Borghini Della Corte Maddamma Montaruli Zamperin

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lunedì 1 luglio h 21

SINless

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coreografie:
POGLIANI ANNARUMMA BORGHINI DELLA CORTE MADDAMMA MONTARULI ZAMPERIN

Infruttuoso è il tentativo di massificare un gruppo che per sua natura è composto da singolarità. Ciò che comunemente viene percepito come “differenza” è in realtà la materia di cui una singolarità si compone. Le “differenze” – o per meglio dire le caratteristiche – non contengono intrinsecamente un’attribuzione positiva o negativa e dunque possono essere definite come “orizzontali”

L’atto di attribuire “positività” o “negatività” assolute si costituisce come atto puramente volontario e arbitrario: ciò deforma il piano orizzontale delle caratteristiche creando vantaggio per taluni a discapito di altri.

È dunque possibile affermare che questo atto costituisca peccato, un peccato paranoico, un peccato perpetuo.

Ecco i commenti
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    CROSSING POINTS https://www.teatrovascello.it/2019/06/05/crossing-points/ Wed, 05 Jun 2019 21:00:09 +0000 https://nuovosito.teatrovascello.it/?p=112 ENSEMBLE FLASHBACK Venerdì 5 luglio h 21 Sala Giancarlo Nanni Spettacolo dell'ENSEMBLE FLASHBACK per GeKiPe Interfaccia gestuale interattiva, percussioni, elettronica]]>
    Venerdì 5 luglio h 21 – Sala Giancarlo Nanni
    ARTESCIENZA 2019 – "interattivo adattivo"

    CROSSING POINTS

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    Spettacolo dell’ENSEMBLE FLASHBACK per GeKiPe Interfaccia gestuale interattiva, percussioni, elettronica
    MADMAX di Pierre Jodlowski
    CROSSING POINTS di José Miguel Fernandez, Alexander Vert

    Performer: Philippe Spiesser
    Video: Thomas Koeppel

    Crossing points è il dodicesimo spettacolo di musica-immagine dell’Ensemble Flashback realizzato con l’interfaccia gestuale interattiva GeKiPe (Gesto, Kinect, Percussioni), sviluppata in collaborazione con l’IRCAM di Parigi e la HEM – Haute Ecole de Musique di Ginevra.
    Questo spettacolo è composto di due opere, la prima Mad Max di Pierre Jodlowski e la seconda Crossing Points dell’Ensemble Flashback.

    Mad Max

    Elaborata sulla base di un celebre personaggio di una fiction, Mad Max è una commedia nera creata attorno all’eponimo carattere dell’anti-eroe. Da solo sul palco, immerso in un ambiente elettronico vorticoso, il percussionista Philippe Spiesser, offre una prestazione muscolare e insolita, tinta di umorismo nero, dove incarna diverse sfaccettature dell’intrepido anti-eroico motociclista, affascinante e sensibile, sapiente e virtuoso. Tra strumenti reali e interfaccia gestuale interattiva (GeKiPe), gli artisti reinventano la pratica delle percussioni in una messa in scena teatrale multimediale.


    ®Thomas Penanguer

     

    Crossing Points

    La seconda opera dello spettacolo si ispira al lavoro degli ipnotizzatori, che guidano il passaggio dallo stato cosciente della mente verso lo stato di incoscienza e suggeriscono percorsi suggestivi nei meandri della memoria. L’Ensemble Flashback propone così un’opera dove le corografie gestuali dell’interprete principale generano dei suoni e delle immagini: quelle di un punto di passaggio (crossing points) virtuale da uno stato ad un altro. In questa nuova composizione audiovisiva, l’Ensemble Flashback immerge l’ascoltatore al centro di un’esperienza transmediatica in cui i movimenti oscillatori di suoni e immagini diventano il supporto di una fuga artistica, fuori dal tempo e dallo spazio.


    ®saint.e

    Info
    biglietti: euro 15 – ridotto euro 12 (over 65 e studenti)
    prevendita: direttamente al botteghino del teatro
    prenotazioni: CRM tel 06 45563594 – info@crm-music.it

    www.artescienza.info – www.crm-music.it

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    ROMEOSINI GRECITÀ https://www.teatrovascello.it/2019/09/06/romeosini-grecita/ Fri, 06 Sep 2019 19:41:27 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=759 MONI OVADIA 16 settembre 2019 h 21 Primo di tre appuntamenti che sono parte di un progetto realizzato dal Vascello con il Circolo Gianni Bosio per la costruzione di una memoria laica, popolare e democratica; un Calendario civile scandito da date e avvenimenti, che hanno, in maniera diversa, segnato la nostra storia. A parlare di Grecia è il recital condotto da Moni Ovadia che si dipana lungo il crinale poetico dei versi e un poemetto di Yannis Ritsos, il grande scrittore che ha attraversato il Novecento della sua patria vivendone in prima persona tutti gli eventi della sua storia tragica. ACQUISTA ONLINE]]>
    CALENDARIO CIVILE CIRCOLO GIANNI BOSIO
    16 settembre 2019 h 21

    ROMEOSINI GRECITÀ

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    di e con Moni Ovadia

    e con: Roberta Carrieri, voce e chitarra
    Dimitris Kotsiouros, bouzouki e oud

    Moni Ovadia rilegge i grandi poeti greci contemporanei capaci di trovare una voce autentica, moderna e umanissima agli dei e agli eroi dell’antica Grecia.
    “Noi pensiamo greco, perché tutto il nostro apparato concettuale è di derivazione greca. Dobbiamo piuttosto chiederci come parlavano i greci, che voci avevano e da questo cercare di capire che queste lingue portano anche i travagli di duemila anni di storia. E’ una lingua semplicemente sublime perché porta dentro di sé i segni della dominazione turca, tutti i barbarismi, tutto il cosmopolitismo levantino. E’ una lingua grandiosa, multanime, dove trovi parole veneziane, slave, turche, una lingua che porta tutto il Mediterraneo in sé.
    Quando l’Unione Europea ha umiliato la Grecia ha umiliato la nostra origine, una sciagura dal punto di vista simbolico. E allora vogliamo dire che la Grecia di oggi è la Grecia viva che viene dalla Grecia di allora che era viva”.

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    Hu Robot https://www.teatrovascello.it/2019/09/08/hu-robot/ Sun, 08 Sep 2019 20:09:05 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=878 BALLETTO DI ROMA 4-5-6 ottobre 2019 Primo dei due appuntamenti con il Balletto di Roma, HU_robot è una coreografia di Ariella Vidach che esplora la robotica e la realtà aumentata, aprendo lo spazio scenico a inedite possibilità percettive. I danzatori si smaterializzano e si moltiplicano replicati in immagini riprese ed elaborate da un robot in scena. La danza trasforma gli eventi in un’esperienza polisensoriale che proietta letteralmente lo spettatore sui fondali della scena, coinvolgendolo in un confronto serrato con l’alterità. ACQUISTA ONLINE]]>
    BALLETTO DI ROMA
    4-5-6 ottobre 2019
    venerdì h21 - sabato h19 - domenica h17

    Hu Robot

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    Spettacolo in atto unico

    Ideazione e Regia ARIELLA VIDACH, CLAUDIO PRATI

    coreografia di Ariella Vidach

    in Co-Produzione con
    LIS LUGANO IN SCENA
    ARIELLA VIDACH AIEP / AVVENTURE IN ELICOTTERO PRODOTTI

    con il Sostegno di
    MIBACT | NEXT REGIONE LOMBARDIA
    COMUNE DI MILANO | DECS CANTON TICINO SWISSLOS, COMUNE DI LUGANO

    Disegno sonoro e programmazione audio max/msp
    Paolo Solcia, Riccardo Santalucia e Alessandro Perini

    Musiche Originali
    Luca Salvadori

    Disegno luci
    Stefano Pirandello

    Programmazione grafica vvvv
    Sebastiano Barbieri

    Realtà aumentata e visione robotica
    Giovanni Landi

    Scenografia ed elementi visivi
    Claudio Prati

    Designer elementi UR10
    Gisto – Alessandro Mason

    Drammaturgia
    Ariella Vidach e Claudio Prati in collaborazione con Enrico Pitozzi

    Maitre/assistente alle coreografie
    Anna Manes

    Assistenza alla programmazione UR10
    Massimiliano Davi /Max Effects

    HU_robot è una coreografia che esplora la robotica e la realtà aumentata, aprendo lo spazio scenico a inedite possibilità percettive. In una geometria non euclidea, i danzatori si smaterializzano e si moltiplicano, replicati in immagini, riprese ed elaborate da un robot in scena. In un passo a due tra l’umano e il suo doppio, tra uomo e macchina, si realizza la perturbante esperienza della nostra contemporaneità, tesa tra la fascinazione nei confronti del progresso scientifico e la paura per l’allontanamento dall’organico. In una drammaturgia astratta, la danza trasforma gli eventi in un’esperienza sinestetica e polisensoriale che “proietta” letteralmente lo spettatore sui fondali della scena, coinvolgendolo in un confronto serrato con l’alterità.

    Stiamo vivendo il tempo dell’effettiva integrazione fra uomini e automi e la continua frequentazione con macchine che sembrano dotate di facoltà tipiche del genere umano, come la parola e il comportamento, suscitano molte domande e dubbi. Quali sono gli effetti psicologici ed etici di questa coesistenza ed interazione sempre più profonda ed intima? Quali sono le nuove forme e modalità di comunicazione e fino a che punto si possono spingere le relazioni fisiche e psichiche tra uomo e automa? Due robot possono dialogare tra di loro e in che lingua lo fanno? È accettabile provare emozioni per un robot e pensare di utilizzarli come badanti o partner sessuali?

    La performance propone visioni e prospettive in relazione alle domande poste e agli aspetti che creano più inquietudini e timori, focalizzando l’attenzione sulle forme di comunicazione, di dialogo e d’interazione tra la nuova generazione di robot collaborativi ed esseri umani. Utilizzando la tecnologia per potenziare l’osservazione, lo sguardo e l’ascolto dell’altro da sé, il lavoro propone l’esperienza empatica ed immersiva di una dimensione inorganica, artificiale, infinita e disponibile fuori dall’ordinario. In questo modo, uno “sguardo” ed un “ascolto” aumentato possono portare a comprendere meglio la dimensione virtuale che permea sempre di più la nostra esistenza.

    I coreografi e registi:

    Ariella Vidach / Coreografa e danzatrice Nata ad Umag (Croazia), si forma nella New York degli anni Ottanta con i protagonisti della danza postmoderna americana da Trisha Brown, Twyla Tharp, Dana Reitz, a Steve Paxton e Bill T. Jones. Inizia la sua produzione proprio nella metropoli statunitense con la realizzazione di performance che saranno presentate anche in Europa.

    Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 costituisce la compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia.

    Dal 2015 realizza numerose produzioni, tra cui: .Mov, presentata in occasione dei mondiali di ciclismo di Mendrisio, Relais, Bodhi, Vocset, selezionato alla NID 2014 Piattaforma della danza italiana, e ID, commissionato dall’Istituto Italiano di Cultura a New York e presentato all’interno di European Dreams, manifestazione realizzata in collaborazione con altri 4 paesi per la promozione della danza europea negli Stati Uniti. Realizza molti progetti site specific in collaborazione con Urban Experience e all’interno della mostra Body Worlds Carnem presso la Cattedrale della Fabbrica del Vapore. Continua la sua attività di ricerca e produzione e l’impegno nella divulgazione del rapporto tra danza e tecnologie interattive. È attiva anche nel sostegno dei giovani autori con il progetto residenze NAOCREA (2009-2017), di cui è direttrice artistica. Nel 2016 realizza lo spettacolo Temporaneo Tempobeat e collabora con artisti di rilievo internazionale come Moni Ovadia e Studio Azzurro per lo spettacolo Delfi Cantata. Nel 2017 crea la performance HABITdata e collabora con CAREOF e Nico Angiuli per il progetto The Tool’s Dance, vincitore del Bando MigrArti 2017 del MiBACT. Vive a Milano, dove insegna alla Scuola Paolo Grassi e all’Accademia di Belle Arti di Brera.

     

    Claudio Prati / Videoartista e regista Nato a Berna nel 1954, dopo il diploma cantonale di scuola magistrale di Ginnastica e Sport presso il politecnico federale di Zurigo, frequenta dal 1982 al 1986 l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, diplomandosi in scultura con il prof. Alik Cavaliere, e la scuola del Piccolo Teatro nel corso specializzazione mimo e pantomima. Dal 1986 al 1988 studia alla New York University con il prof. Peter Campus nei corsi M.A di Videoart e Special Project Mixed Media. Studia Contact Improvisation presso il Movement Research e il PS122, e danza contemporanea negli studi di M.Cunnigham e A.Nikolais, partecipando ad alcune performance della compagnia di  Elisabeth Streb e Yoshiko Chuma. Nel 1988 ritorna in Europa e fonda a Lugano l’associazione culturale Avventure in Elicottero Prodotti (AiEP) con cui produce performance multimediali e organizza rassegne, workshop di teatro, danza e nuove arti visive. Nel 1996 crea con Ariella Vidach la Compagnia Ariella Vidach – A.i.E.P., con cui produce spettacoli e performance interattive presentate in numerosi festival europei. Nel 1998 è membro della giuria internazionale del prestigioso “Premio PIXEL IMAGINA – INA” a Montecarlo. Realizza come regista diversi lavori di video danza, come Elicon Silicon (1994), Exp (1997) e altri co-prodotti dalla RSI come E-motions (2000 menzione speciale al festival Coreografo Elettronico di Napoli), Les Buffers (2003) Cromosonic (2007). Dal 2005 cura la regia di Meet The Media Guru, una rassegna che presenta le personalità culturali internazionali più significative del nostro tempo. Guida dal 2005 al 2011, come capofila per la svizzera, i progetti Interregg  INnet e Tec Art Eco, laboratori, seminari e festival dedicati al rapporto tra performance, teatro, danza, multimedia, interattività ed ecologia. Tra il 2009 e 2011 è condirettore artistico dei progetti NAO Nuovi Autori Oggi impegnandosi nella promozione e diffusione dei saperi legati alle nuove tecnologie alle nuove generazioni di autori.

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    The night writer. Giornale notturno https://www.teatrovascello.it/2019/09/07/the-night-writer-giornale-notturno/ Sat, 07 Sep 2019 21:38:19 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=779 JAN FABRE dal 11 al 13 ottobre 2019 Lino Musella diventa Jan Fabre, nell’opera autobiografica dell’artista belga, in cui emergono le intriganti sfaccettature e gli affascinanti pensieri di uno dei maggiori esponenti dell’arte e del teatro contemporaneo. Il testo comprende diverse pagine dei diari personali di Fabre, raccolti nei due volumi del Giornale Notturno, in cui è possibile assaporare un flusso di riflessioni, pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sull’amore e sul sesso proprie e intime dell’artista. “Quando ero più giovane me lo dicevano tutti i giorni con un dito ammonitore - scrive Fabre nelle sue note - tu vivi sul filo del rasoio. Sei una candela che brucia da sotto e da sopra (...).” ACQUISTA ONLINE]]>
    dall'11 al 13 ottobre 2019
    venerdì ore 21,sabato ore 19, domenica ore 17

    The night writer. Giornale notturno

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    Testo, scene e regia Jan Fabre
    Con Lino Musella
    Musica Stef Kamil Carlens
    Drammaturgia Miet Martens, Sigrid Bousset
    Traduzione Franco Paris
    Direzione tecnica Geert Van der Auwera / Javier Delle Monache
    Disegno luci Wout Janssens
    Fonica Marcello Abucci
    Direzione di produzione Gaia Silvestrini

    Produzione Troubleyn/Jan Fabre e Aldo Grompone
    e FOG Triennale Milano Performing Arts / LuganoInscena-LAC / Teatro Metastasio di Prato /TPE – Teatro Piemonte Europa / MARCHE TEATRO / Teatro Stabile del Veneto

    Produzione esecutiva e distribuzione Aldo Miguel Grompone

    in collaborazione con Romaeuropa Festival

     

    The Night Writer. Giornale notturno è un autoritratto.

    Jan Fabre di notte scrive e disegna. The Night Writer raccoglie, come in un flusso, i suoi pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sul sesso, sull’amore: dai vent’anni di un giovane di provincia, sino alla maturità dell’artista celebrato in tutto il mondo.

    Come in una confessione, un mettersi a nudo con spregiudicatezza, con ironia e crudeltà, il copione raccoglie diverse pagine dei diari personali dell’autore, oltre a brani tratti dai suoi scritti per il teatro: ‘La reincarnazione di Dio’ (1976), ‘L’Angelo della Morte’ (1996), ‘Io sono un errore’ (1988), ‘L’imperatore della perdita’ (1994), ‘Il Re del plagio’ (1998), ‘Corpo, servo delle mie brame, dimmi…’ (1996), ‘Io sono sangue’ (2001), ‘La storia delle lacrime’ (2005), ‘Drugs kept me alive’ (2012).

    Lino Musella dà corpo a questo “diario umano” e restituisce l’irrestituibile: da grande attore incarna con verità, con poesia, con commozione, con ironia e con intelligenza questo carico di vita e di pensieri, con la stessa potenza, vitalità e bellezza, con cui l’autore li ha trasferiti su carta. Quando ero più giovane me lo dicevano tutti i giorni con un dito ammonitore

    ‘Tu vivi sul filo del rasoio
    Sei una candela che brucia da sotto e da sopra (…)’
    Io brucio sempre
    Persino quando voi pensate che io non faccia niente
    Brucio più violentemente di quanto concesso e previsto
    Brucio e non solo per me
    Ma anche per dare
    Fuoco e luce agli altri
    Proprio come dagli altri ho ricevuto
    Fuoco e luce

    La lettura del diario ci introduce alle molteplici, contraddittore e intriganti sfaccettature di Jan Fabre, che si rivela di volta in volta visionario, disarmante e scaltro, pungente e commovente, provocatorio ed esitante, sovversivo e orgoglioso della propria tradizione figurativa fiamminga. (…) Emerge poi un’evidente e significativa discrepanza

    tra la vita del giorno, ricca comunque di impressioni, sensazioni, lavoro, performance, mostre, progetti e quella – se possibile ancora più intensa – della notte, intima, lacerante, sconvolgente, colma di furia creativa, ora meditativa, ora “sanguigna”. L’affermazione di una curiosità senza limiti e di un’inesauribile energia ruotano già in queste pagine intorno al ruolo del corpo, un corpo che è nel contempo spirituale e materiale, culturale e

    viscerale, sede del pensiero ma anche di sangue, urina, sperma, nucleo dell’eterno flusso di nascita-morterinascita. (…) Un ritratto al rosso profondo e coinvolgente.

    Franco Paris

     

    Il nuovo assolo del geniale Jan Fabre, il primo scritto in italiano per l’ottimo Lino Musella, ci consegna l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.

    Jan Fabre con un assolo tutto nuovo, in cui si racconta, si rivela, si nasconde, ci provoca, ci affascina ma per interposta persona… Questo alter ego è Lino Musella, interessante attore che ama spesso esibirsi in spettacoli fuori dagli schemi consueti, ricco di estro e di intelligenza. … Ascoltando le sue parole è possibile penetrare dentro l’officina artistica di questo inventore di teatro, performer, coreografo, artista visivo che se ne infischia dei generi

    avendoli profanati tutti e che mantiene l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.

    Maria Grazia Gregori, delteatro.it

     

    L’artista fiammingo, che di tante ricerche della scena di oggi è stato un ispiratore e precursore, si racconta, si confessa per bocca di un bravissimo attore italiano, Lino Musella, in uno spettacolo che unisce la sfrontata messa a nudo di sé a un alto grado di costruzione formale… Questo attore, approdato in tempi recenti a una deflagrante maturità espressiva che ne fa uno dei talenti

    più sfaccettati del panorama teatrale attuale, riesce a trovare misteriose sintonie con l’inquieta personalità di Fabre, che traduce in una gamma di umori ora rochi, ora malinconici, ora come venati da un vago e sottile struggimento… Il testo, che mescola dichiaratamente verità esistenziali e finzioni narrative, spezzoni poetici e appunti occasionali, tratta gli argomenti più disparati, la famiglia, il fratello morto, il rapporto con la propria mente, i processi creativi. È curioso notare come anche le sensazioni più delicate si intreccino in lui con un che di estremo, e persino il culto della bellezza sia associato a una vocazione conflittuale e sovversiva.

    Renato Palazzi, Il Sole 24ore

     

    Giornale notturno, sprezzante zibaldone di rapide illuminazioni («Ogni vera bellezza è scomoda») e altrettanto fulminei turbamenti, redatto con irrequietezza nel corso di notti insonni. Ora questo diario giovanile, composto da pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita e sulla famiglia, è diventato un omonimo spettacolo, diretto ovviamente dallo stesso Fabre… artista che ha trovato nel teatro lo spazio privilegiato di sperimentazione e nelle pratiche performative il luogo di confluenza di linguaggi e umori.

    Matteo Marelli, Il Manifesto

     

    Jan Fabre (Anversa, 1958) è artista visivo, regista e autore teatrale, da quarant’anni tra le figure più innovative della scena internazionale. Le sue opere sono state presentate nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Biennale di San Paolo, dOCUMENTA a Kassel. È il primo artista a cui il Museo del Louvre dedica un’importante mostra monografica (L’ange de la metamorphose, 2008). Negli ultimi anni sono state allestite in Italia diverse personali dedicate alla sua opera: tra le più importanti ricordiamo quella di Palazzo Benzon di Venezia (Anthropology of a planet, 2007), del MAXXI di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013) e quella realizzata nel centro storico di Firenze (Spiritual guards, 2016). Tra le più recenti pubblicazioni in Italia:
    Giornale notturno III (1992-1998), Edizioni Cronopio, Napoli, 2019, il terzo di tre volumi che raccolgo i diari personali dell’artista. Per Editoria&Spettacolo è uscito a marzo 2019 Jan Fabre. Teatro I primo volume di un progetto editoriale per la pubblicazione di tutti i testi per il teatro.

     

    Lino Musella (Napoli, 1980), Premio Hystrio Anct 2015, ha lavorato tra gli altri con Antonio Latella, Mario Martone, Valter Malosti, Serena Sinigaglia; ha recitato nelle serie tv The Young Pope di Paolo Sorrentino e Gomorra. Dal 2009 anima, con Paolo Mazzarelli, la Compagnia Musella Mazzarelli, con la quale ha dato vita agli spettacoli Due Cani-ovvero la tragica farsa di Sacco e Vanzetti (2009), Figlidiunbruttodio (Premio In-box 2010), Crack Machine (2011), La Società-Tre atti di umana commedia (2012), Strategie Fatali Premio Hystrio alla Drammaturgia 2016), Who’s the King (2018).

     

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    La delicatezza del poco e del niente https://www.teatrovascello.it/2019/09/07/la-delicatezza-del-poco-e-del-niente/ Sat, 07 Sep 2019 22:12:16 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=785 ROBERTO LATINI lunedì 14 ottobre 2019 h 21 Un concerto poetico di parole. Latini ripercorre in un susseguirsi di letture alcune delle composizioni più intense di Mariangela Gualtieri. Un rito fatto di voce sola e di musica: è il corpo stesso dell’attore a suonare quelle liriche che sanno di spiritualità suadente, di bellezza umana che si specchia nella bellezza della terra, di profumi soffusi, di amori spezzati. ACQUISTA ONLINE]]>
    ROBERTO LATINI
    lunedì 14 ottobre 2019 h 21

    La delicatezza del poco e del niente

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    Roberto Latini legge Mariangela Gualtieri

    poesie di Mariangela Gualtieri
    regia Roberto Latini
    musica e suono Gianluca Misiti
    luci e direzione tecnica Max Mugnai
    produzione Fortebraccio Teatro
  Compagnia Lombardi-Tiezzi

    Da “Ossicine”, “Voci tempestate”, “Sermone ai cuccioli della mia specie”, “So dare ferite perfette”, “Fuoco centrale”, “Paesaggio con fratello rotto”, alcune delle più belle confidenze della meravigliosa poetessa cesenate, in una serata per voce sola. Un concerto poetico di parole lucciole e tenerezze e incanti e quella capacità che hanno i poeti di stare nei silenzi intorno alle parole.

    Roberto Latini, attore, autore e regista, si è formato a Roma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992.
Vincitore negli anni dei premi intitolati Wanda Capodaglio, Prova d’Attore, Bruno Brugnola e Sergio Torresani, ha ricevuto il PREMIO SIPARIO nell’edizione 2011 promossa dall’Associazione Nazionali dei Critici di Teatro, il PREMIO UBU 2014 e 2017 come Miglior Attore e il PREMIO DELLA CRITICA dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2015.

    Ha diretto il Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012. E’ il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro, volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riproposizione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale.

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    Il Cantico dei Cantici https://www.teatrovascello.it/2019/09/08/il-cantico-dei-cantici/ Sun, 08 Sep 2019 08:12:11 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=796 ROBERTO LATINI mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre 2019 h 21 Un poema antico, contenuto nella Bibbia, proposto in una nuova versione acuta e moderna. Uno dei testi più intimamente poetici e suggestivi delle Sacre Scritture pervaso di dolcezza, profumi e immaginazioni: una delle opere più misteriose che ci siano state tramandate. Un inno alla bellezza, insieme timida ed esigente, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza. Un balsamo per corpo e spirito. ACQUISTA ONLINE]]>
    ROBERTO LATINI
    mercoledì 16 e giovedì 17 ottobre 2019 h 21

    Il Cantico dei Cantici

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    adattamento e regia Roberto Latini

    musiche e suoni Gianluca Misiti
    luci e tecnica Max Mugnai
    con Roberto Latini

    produzione Fortebraccio Teatro Compagnia Lombardi – Tiezzi
    con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi

    durata 50 minuti senza intervallo

    Roberto Latini vincitore del Premio Ubu 2017 come Miglior attore o performer
    Gianluca Misiti vincitore del Premio Ubu 2017 come Miglior progetto sonoro o musiche originali

     

    Note di regia

    Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. 

    Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito. 

    Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi, smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano.

    Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile.

    Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. 

    Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme. vi prego, non svegliate il mio amore che dorme”

    r.l.

     

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    Serata Campanile https://www.teatrovascello.it/2019/10/07/serata-campanile/ Mon, 07 Oct 2019 14:51:11 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=1435  31 ottobre e 7 novembre 2019  h 18 Serata Campanile è un recital all’insegna del grande divertimento, ma un divertimento pieno di riflessione e di eleganza, perché Campanile basa la sua poetica e il suo humor sul gioco di parole colto e raffinato. In questo momento in cui la volgarità culturale e lessicale trionfa, vogliamo proporre un modo diverso di divertirsi in cui il riso scaturisca dalla comicità di una penna graffiante e intelligente. Campanile racconta un’Italia comica, tenera, sprovveduta, feroce, patetica…non così lontana dall’Italia di oggi. E la sua “grazia” ci porta a un’acuta riflessione. ACQUISTA ONLINE]]>
    17 – 24 – 31 OTTOBRE e 7 NOVEMBRE 2019
    Giovedì h 18 CON HUMOR
    Posto unico € 12,00 compreso di aperitivo

    Serata Campanile

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    di e con Cristina Borgogni, Massimo Fedele, Paolo Lorimer
    testi di Achille Campanile
    una produzione TSI La Fabbrica dell’AttoreTeatro Vascello – Roma

    Serata Campanile è un recital all’insegna del grande divertimento, ma un divertimento pieno di riflessione e di eleganza, perché Campanile basa la sua poetica e il suo humor sul gioco di parole colto e raffinato. In questo momento in cui la volgarità culturale e lessicale trionfa, vogliamo proporre un modo diverso di divertirsi in cui il riso scaturisca dalla comicità di una penna graffiante e intelligente. Campanile racconta un’Italia comica, tenera, sprovveduta, feroce, patetica…non così lontana dall’Italia di oggi. E la sua “grazia” ci porta a un’acuta riflessione.

    Estratti da:

    Tragedie in due battute

    Manuale di conversazione

    Vita di uomini illustri

    e altri

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    Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi? https://www.teatrovascello.it/2019/09/08/sei-e-dunque-perche-si-fa-meraviglia-di-noi/ Sun, 08 Sep 2019 08:54:08 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=801 ROBERTO LATINI dal 18 al 20 ottobre 2019 Torna a Pirandello l’artista romano, dopo I Giganti e dopo aver affrontato Goldoni al Piccolo Teatro di Milano. Sei è un testo de-costruito tratto dai Sei Personaggi. Con un radicale lavoro di dramaturgia Latini compatta e asciuga l’opera per ricavarne un distillato di parole affidate alla sensibilità di PierGiuseppe Di Tanno (Premio UBU 2018 under 35) che, solo in scena, dà voce a tutti i personaggi. ACQUISTA ONLINE]]>
    ROBERTO LATINI
    dal 18 al 20 ottobre 2019
    venerdì h 21 - sabato h 19 - domenica h 17

    Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi?

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    da Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello

    drammaturgia e regia Roberto Latini
    musica e suono Gianluca Misiti
    luci e direzione tecnica Max Mugnai
    con PierGiuseppe Di Tanno

    produzione Compagnia Lombardi – Tiezzi Fortebraccio Teatro

    Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre, chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sè, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo d’intenderci; non c’intendiamo mai!..
    (L. Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore.) 

     

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    SAUL https://www.teatrovascello.it/2019/09/08/saul/ Sun, 08 Sep 2019 13:07:50 +0000 https://www.teatrovascello.it/?p=827 TEATRO DELLA TOSSE dal 24 al 27 ottobre 2019 Venezia a Roma è un nuovo progetto che nasce in collaborazione con la Biennale Teatro di Venezia con l’intento di sostenere il lavoro dei giovani artisti. Ospite quest’anno è Giovanni Ortoleva, regista under 30, menzione speciale alla Biennale 2018. Una vicenda quella di Saul riscritta da Ortoleva con Riccardo Favaro che, a partire dall’Antico Testamento e ispirandosi al testo di André Gide, parla di fallimento e della drammatica incapacità di affrontare la sconfitta. ACQUISTA ONLINE]]>
    LA BIENNALE DI VENEZIA TEATRO A ROMA
    dal 24 al 27 ottobre 2019
    giovedì e venerdì h21 - sabato h19 - domenica h17
    TEATRO DELLA TOSSE - GIOVANNI ORTOLEVA

    SAUL

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    prima regionale (2019)

    liberamente tratto dall’Antico Testamento e da Saul di André Gide
    regia Giovanni Ortoleva

    drammaturgia Riccardo Favaro, Giovanni Ortoleva
    con Alessandro Bandini, Marco Cacciola, Federico Gariglio

    Scenografia e Costumi: Marta Solari

    Movimenti coreografici: Gianmaria Borzillo

    Musiche originali: Pietro Guarracino con Ettore Biagi, Agnese Banti e Lorenzo Ruggeri

    Disegno luci: Davide Bellavia

    Decoratrici: Francesca Antolini, Maria Giulia Rossi, Martina Galbiati

     

    Una produzione:
    Fondazione Luzzati Teatro della Tosse,  Arca Azzurra Produzioni , Teatro i,

    in collaborazione con:
    AMAT e Comune di Ascoli Piceno nell’ambito di Marche in Vita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma progetto di MiBAC e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo

    si ringrazia: Piccolo Teatro di Milano, Teatro Fontana

    Un ringraziamento speciale a Stefano Scherini e Pablo Solari

     

    Nobody knows you when you’re down and out

    Jimmy Cox

    Nell’Antico Testamento, Saul compare come il primo re d’Israele, eletto da Dio e successivamente da Lui ripudiato. Il giovane David, mandato a palazzo per calmare il re con il suono della sua cetra, riesce a riscuoterlo dal dolore in cui è precipitato e conquista l’amore suo e di suo figlio Gionata. Quando però il giovane sconfigge il gigante Golia diventa evidente che il suo ruolo è più grande di quello per cui è stato annunciato, e l’amore del Re si trasforma in feroce gelosia.

    L’incapacità di Saul di accettare la fine del proprio dominio e il suo rapporto ambivalente col giovane David costituiscono il paradigma dell’uomo che cade. La sua parabola è quella di un frontman in declino, confinata in una camera d’hotel, in attesa di essere superata. Re, padre, rockstar. Saul cerca di resistere al cambiamento, alla fine della sua stirpe, al cancellarsi del proprio nome. La sua lotta è una lotta contro il procedere del tempo.

     

    Note di regia
    Quello di Saul è forse il primo mito consegnatoci dalla tradizione occidentale a parlare di fallimento individuale; e il fallimento è oggi lorizzonte più buio, quello che sembra attendere un pianeta che non è stato capace di prendersi cura di se stesso, un sistema sociale basato su uneconomia che non sa controllarsi. Ho scelto di raccontare la storia di Saul per affrontare questo fantasma, convinto che ogni storia riguardi il tempo che cerca di dimenticarla.

    Ho riscritto la vicenda di Saul, insieme al drammaturgo Riccardo Favaro, accostando ai re le rockstar, alle regge imperiali le suite dalbergo. La nostra riscrittura, partita dallAntico Testamento, si è nutrita forse più di cinema e musica che della lettura di testi sull’argomento, ma il Saul di Andre Gide è stato un riferimento cardinale del nostro lavoro.

    Col passare del tempo mi sono reso conto che tutti i progetti che ho realizzato negli ultimi anni parlano, in un modo o nellaltro, di fallimento. La nostra drammatica incapacità di affrontare la debacle, in fondo, mi diverte molto.

    Giovanni Ortoleva

     

    Foto: Camilla Vazzoler

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