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ITI/Giornata Mondiale del Teatro

IL 27 MARZO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO DELL’INTERNATIONAL THEATRE INSTITUTE – UNESCO.

L’AUTORE DEL MESSAGGIO, CHE DAL 1962 RISUONA NEI TEATRI E NELLE REALTÀ CULTURALI DI TUTTO IL MONDO, È
DELL’ATTORE     WILLEM DAFOE.

La Giornata Mondiale del Teatro quest’anno è giunta alla 64a edizione e per l’occasione il messaggio è stato scritto dall’attore Willem Dafoe.

La Giornata Mondiale del Teatro è stata istituita dall’International Theatre Institute e da esperti dell’UNESCO per la prima volta il 27 Marzo 1962.

Da quel giorno, ogni anno, in tutto il mondo viene celebrata la Giornata Mondiale del Teatro e per l’occasione viene richiesto ad una personalità del teatro, della musica e della cultura in genere di scrivere un messaggio.

Il messaggio viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche, nei luoghi di cultura e di aggregazione in tutto il mondo.

La Giornata Mondiale del Teatro, ideata e promossa dall’International Theatre Institute – Unesco. Dal 1962, ogni 27 marzo, nei teatri e nei centri culturali di tutto il mondo, risuona infatti un unico messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace. Dopo Jean Cocteau e, tra gli altri, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, Shahid Nadeem, Helen Mirren, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, Peter Selars, Samiha Ayoub, Jon Fosse, Theodors Terzopoulos.

Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. «Il contesto storico della nascita dell’ITI è quello della fine della Seconda Guerra Mondiale e dell’inizio della Guerra Fredda. Il teatro si trova, dunque, a fronteggiare da un lato la ricostruzione e il superamento della barbarie che il conflitto mondiale ha generato e, dall’altro, il processo di decolonizzazione e della divisione in blocco orientale e occidentale. L’intento iniziale dei fondatori dell’ITI era di sostenere le azioni dell’UNESCO sulla cultura, l’educazione e le arti, concentrando il proprio intervento sullo status dei lavoratori – ad ogni livello – nei mestieri dello spettacolo», racconta Fabio Tolledi, direttore artistico della compagnia salentina Astràgali Teatro, presidente del Centro Italiano e vicepresidente della rete mondiale dell’ITI – UNESCO. Mission primarie dell’ITI sono, infatti, la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano, oltre al World Theatre Day (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile) e il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra mondiale, l’Opera di Pechino, il Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca. In Italia, domenica 27 marzo, si celebra anche la nona Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro

27 Marzo 2026

 Sono un attore, conosciuto soprattutto come attore cinematografico. Ma le mie radici sono profondamente legate al teatro. Ho fatto parte del Wooster Group dal 1977 al 2003, creando e interpretando spettacoli originali al Performing Garage di New York e facendo tournée in tutto il mondo. Ho lavorato anche con Richard Foreman, Robert Wilson e Romeo Castellucci. Ora sono il Direttore Artistico della Biennale Teatro di Venezia. Questo incarico, gli eventi nel mondo e il mio desiderio di tornare al lavoro teatrale hanno rafforzato la mia convinzione dell’importanza e del potere positivo e unico del teatro. 
Al tempo del mio modesto inizio nel Wooster Group, una compagnia teatrale di New York, capitava che ad alcuni spettacoli del nostro teatro ci fosse pochissimo pubblico. Spesso la regola era che se ci fossero stati più artisti che pubblico avremmo potuto scegliere di annullare. Ma non lo abbiamo mai fatto. Molti membri della compagnia non avevano una formazione teatrale, ma erano persone di diverse discipline che si univano insieme per fare teatro, quindi “the show must go on” non era proprio il nostro mantra, e tuttavia sentivamo l’obbligo di continuare ad incontrare il pubblico. 
Spesso provavamo anche durante il giorno e poi la sera mostravamo il materiale come un work in progress. A volte dedicavamo anni ad uno spettacolo, mentre ci sostenevamo con tournée di spettacoli più vecchi. Lavorare anni su uno spettacolo diventava talvolta noioso per me e trovavo le prove piuttosto faticose; invece, mostrare i work in progress era sempre entusiasmante, anche se il pubblico esiguo rappresentava un giudizio implacabile sul livello di interesse per ciò che stavamo facendo. Questo mi ha fatto capire come, indipendentemente dal numero dei presenti, fosse il pubblico, in quanto testimone, a dare al teatro senso e vita. 
Come riporta il cartello nella sala da gioco “DEVI ESSERE PRESENTE PER VINCERE”. L’esperienza condivisa in tempo reale di un atto creativo, che può essere programmato e progettato ma è sempre diverso, è certamente l’evidente punto di forza del teatro. Socialmente e politicamente, il teatro non è mai stato così importante e vitale per la nostra comprensione di noi stessi e del mondo.
Le nuove tecnologie e i social network sono l’“elefante nella stanza”, in quanto promettono connessione, ma sembrano aver frammentato e isolato le persone le une dalle altre. Io uso il computer quotidianamente, anche se non ho social media. Ho persino fatto una ricerca del mio nome come attore su Google e ho consultato anche l’intelligenza artificiale per cercare informazioni. Ma bisogna essere ciechi per non riconoscere che il contatto umano rischia di essere sostituito dalle relazioni con i dispositivi. Sebbene alcune tecnologie possano esserci utili, il problema di non sapere chi si trova dall’altra parte del cerchio della comunicazione è profondo e contribuisce a una crisi di verità e realtà. Sebbene internet possa sollevare interrogativi, raramente cattura quel senso di meraviglia che il teatro crea. Una meraviglia basata sull’attenzione, sul coinvolgimento e su una comunità spontanea di quanti sono presenti in un cerchio di azione e risposta. 
Come attore e creatore teatrale, continuo a credere nel potere del teatro. In un mondo che sembra diventare sempre più divisivo, autoritario e violento, la nostra sfida come creatori teatrali è quella di evitare la corruzione del teatro in una mera impresa commerciale, dedita all’intrattenimento attraverso la distrazione, o in un arido custode istituzionale delle tradizioni, ma piuttosto la nostra sfida è di promuoverne la forza di connettere popoli, comunità, culture e soprattutto di interrogarci su dove stiamo andando…
Il grande teatro mette in discussione il nostro modo di pensare e ci incoraggia a immaginare ciò a cui aspiriamo. 

Siamo animali sociali e biologicamente progettati per interagire con il mondo. Ogni organo di senso è una porta d’accesso all’incontro e, attraverso questo incontro, raggiungiamo una maggiore definizione di chi siamo. Attraverso la narrazione, l’estetica, il linguaggio, il movimento, la scenografia, il teatro come forma d’arte totale può farci vedere cos’è stato, cos’è e cosa potrà essere il nostro mondo. 

                                                                                                     Autore del Messaggio: Willem Dafoe, USA

Attore, Creatore teatrale

Biografia di Willem Dafoe

Willem Dafoe, Direttore Artistico del Settore Teatro della Biennale di Venezia, è stato tra i membri fondatori del Wooster Group. Con sede al Performing Garage di New York (1977-2004), il gruppo ha sviluppato un approccio originale al teatro d’avanguardia. Dafoe ha poi collaborato con Bob Wilson, Marina Abramovic, Richard Foreman e Romeo Castellucci. All’inizio degli anni ’80, ha iniziato a lavorare anche nel cinema e da allora ha ottenuto riconoscimenti internazionali per la sua versatilità, sia nel cinema indipendente che in quello mainstream. Ha ricevuto quattro nomination agli Oscar e si è aggiudicato la Coppa Volpi come miglior attore alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2018. Il suo impegno nel teatro continua a plasmare la sua visione artistica e la sua pratica performativa.

Traduzione dall’originale inglese di Roberta Quarta e Flavia Antico / ITI Italia

Traduzione dall’inglese: Flavia Antico / Centro Italiano dell’International Theatre Institute

La Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo) è promossa in tutto il mondo dall’International
Theatre Institute (ITI)

 

 

 

ITI Italia

Presidente – Fabio Tolledi
Vicepresidente – Marco Ciuti
Segretario generale – Giorgio Zorcù
Direzione organizzativa – Ivano Gorgoni
Progetti internazionali – Roberta Quarta
Consulente – Renato Corosu

Italian Centre of the International Theatre Institute
Via G. Candido 23, Lecce (Italy)
Tel. +39 0832-306194 fax +39 0832-301823
iti.italiancentre@gmail.comwww.iti-italy.org

 

Progetti ITI

GMT Giornata Mondiale del Teatro

Cos’è la Giornata Mondiale del Teatro
La giornata Mondiale del Teatro è stata creata al Congresso I.T.I. di Vienna nel 1961, su proposta di Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese. Ogni anno una personalità del mondo del teatro è invitata a scrivere un messaggio rivolto a tutti i teatranti e cittadini del mondo sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli. Il 27 marzo il messaggio viene letto dall’autore alla sede UNESCO di Parigi, tradotto in diverse lingue e diffuso in tutto il mondo.

Gli Autori del Messaggio Internazionale 1962 – 2024

1962 Jean Cocteau (Francia) 1963 Arthur Miller (USA) 1964 Laurence Olivier (Gran Bretagna) – Jean-Louis Barrault (Francia) 1965 Anonimo 1966 René Maheu (Francia), Direttore Generale UNESCO 1967 Hélène Weigel (Austria) 1968 Miguel Angel Asturias (Guatemala) 1969 Peter Brook (Gran Bretagna) 1970 Dmitrij Chostakovitch (Russia) 1971 Pablo Neruda (Cile) 1972 Maurice Bejart (Francia) 1973 Luchino Visconti (Italia) 1974 Richard Burton (USA) 1975 Ellen Stewart (USA) 1976 Eugène Ionesco (Romania – Francia) 1977 Radu Beligan (Romania) 1978 Messaggi nazionali 1979 Messaggi nazionali 1980 Janusz Warminski (Polonia) 1981 Messaggi nazionali 1982 Lars af Malmborg (Svezia) 1983 Amadou Mahtar M’Bow (Senegal), Direttore Generale UNESCO 1984 Mikhaïl Tsarev (Russia) 1985 André-Louis Perinetti (Francia) 1986 Wole Soyinka (Niger) 1987 Antonio Gala (Spagna) 1988 Peter Brook (Gran Bretagna) 1989 Martin Esslin (Ungheria – Gran Bretagna) 1990 Kirill Lavrov (Russia) 1991 Federico Mayor Zaragoza (Spagna), Direttore Generale UNESCO 1992 Jorge Lavelli (Argentina) – Arturo Uslar Pietri (Venezuela) 1993 Edward Albee (USA) 1994 Vaclav Havel (Cecoslovacchia) 1995 Humberto Orsini (Venezuela) 1996 Saadalla Wannous (Siria) 1997 Jeong Ok Kim (Corea) 1998 Per il 50° Anniversario ITI: Messaggio Speciale 1999 Vigdís Finnbogadóttir (Islanda) 2000 Michel Tremblay (Canada) 2001 Iakovos Kambanellis (Grecia) 2002 Girish Karnad (India) 2003 Tankred Dorst (Germania) 2004 Fathia El-Assal (Egitto) 2005 Ariane Mnouchkine (Francia) 2006 Victor Hugo Rascón Banda (Messico) 2007 Sultan bin Muhammed al-Qasimi (Sharjah, EAU) 2008 Robert Lepage (Canada) 2009 Augusto Boal (Brasile) 2010 Judi Dench (Gran Bretagna) 2011 Jessica Atwooki Kaahwa (Uganda) 2012 John Malcovich (USA) 2013 Dario Fo (Italia) 2014 Brett Bailey (Sud Africa) 2015 Krzysztof Warlikowski (Polonia) 2016 Anatolij Vasiliev Russia) 2017 Isabelle Huppert (Francia) 2018 Per il 70° anniversario ITI: Simon Mc Burney (Gran Bretagna) – Sabina Berman (Messico) – Were Were Liking (Costa d’Avorio) – Ram Gopal Bajaj (India) – Maya Zbib (Libano) 2019 Carlos Celdran (Cuba) 2020 Shahid Mahmood Nadeem (Pakistan), 2024 Jon Fosse

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Per celebrare in modo creativo la Giornata Mondiale del Teatro insieme ai giovani e giovanissimi studenti, insieme al Ministero dell’Istruzione ha indetto nel 2016 il concorso nazionale Scrivere il Teatro.