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dal 19 al 24 gennaio dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19, domenica h 17

IL VIALE DEL TRAMONTO

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un progetto a cura di MUTA IMAGO
regia e scene Claudia Sorace
interpretato da IAIA FORTE, MASSIMO VERDASTRO e GIOVANNI ONORATO
drammaturgia Riccardo Fazi 
musiche Lorenzo Tomio
luci Maria Elena Fusacchia
una produzione Argot Produzioni
in coproduzione con INDEX, La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello 
e con Solares Fondazione delle Arti

in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito

Un giorno Iaia Forte è venuta a vedere Tre Sorelle. Non ci conoscevamo davvero, ma all’uscita ci ha detto: “Ragazzi noi dobbiamo fare uno spettacolo insieme.”

Per noi Iaia era un mito, una chimera, una sfinge.

Un mese dopo ci ha invitato a cena nella sua torre romana, piena di segni e voci di una vita enorme.

Davanti al caminetto acceso, ci è venuto in mente Viale del Tramonto.

Avevamo timore di proporle la storia di una diva dimenticata, abbracciata solo dal suo primo marito, Max von Mayerling. Invece Iaia si è illuminata.

Abbiamo continuato a incontrarci, mescolando racconti di vita e riflessioni sul teatro.

Poi ci siamo detti: “Se ha senso farlo, va fatto come nel film.”

Viale del Tramonto è un trattamento originale ispirato alla sceneggiatura del celebre film, facendola dialogare con la storia del teatro italiano.

Norma è una diva dimenticata, Max il suo cameriere e grande regista del passato.

La loro vita sospesa viene interrotta dall’arrivo di Joe, giovane sceneggiatore squattrinato che lentamente viene catturato nella rete della ricca diva, come accade nelle migliori favole nere. 

Un gioco di specchi tra finzione e realtà, dove i corpi e le biografie degli attori diventano materia drammaturgica. 

Il fascino di chi si ostina ad essere sé stessa in un mondo che cambia.

Norma è un fantasma che continua a infestare il presente, uno scarto tra essere e realtà. Una figura che resiste al tempo, alle estetiche, ai gusti che si trasformano.

Avere a che fare con questa storia significa fare i conti con l’idea stessa di tramonto, personale e collettivo. Claudia Sorace –  Muta Imago